Cassino – Il viale della Caserma “Ghetti” intitolato all’eroe Carlo Di Mambro

Irene Mizzoni
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Una cerimonia solenne ha unito comunità civile e militare nel ricordo del fante decorato al Valor Militare e deportato nei lager nazisti: “Un esempio di resistenza e fedeltà alla Patria”.

Da ieri, il viale di accesso alla caserma “Lolli Ghetti”, sede del 3° Reggimento “Bondone”, porta il nome di un figlio illustre di Cassino: Carlo Di Mambro. Una cerimonia densa di emozione ha sancito l’intitolazione di un luogo simbolo, capace di legare idealmente il coraggio del passato alle responsabilità del presente.

​Alla presenza del sindaco Enzo Salera, del comandante del Reggimento, col. Salvatore Bizzarro, e delle massime autorità civili e militari, è stata scoperta la targa dedicata al soldato di fanteria del 52° Reggimento “Alpi”, nato nel 1915 e protagonista di una vita segnata dal dovere e dal sacrificio.

​L’eroismo in guerra e il rifiuto del nazifascismo

​La figura di Di Mambro è stata delineata con orgoglio dal nipote, il ten. colonnello Davide Di Fruscia. Il racconto ha ripercorso le tappe di un’esistenza eroica: dal fronte in Albania e Grecia fino alla Slovenia dove, nel 1942, Di Mambro affrontò da solo un gruppo armato nemico, permettendo la cattura di otto uomini. Un gesto che gli valse la Croce al Valor Militare.

​Ma il suo eroismo non si fermò al campo di battaglia. Dopo l’8 settembre, Di Mambro scelse la strada più difficile: disse “no” alla collaborazione con il regime nazifascista, pagando la sua coerenza con due anni di lavori forzati nello Stalag di Dortmund, in Germania.

​Le parole del Sindaco e del Comandante

​”Siamo qui in omaggio a un cittadino che si è distinto nella lotta al nazifascismo, ponendosi dalla parte giusta della storia,” ha dichiarato il sindaco Enzo Salera, ringraziando la commissione Toponomastica e il consigliere Edilio Terranova per l’impegno nel portare a termine l’iter. “È il dovuto riconoscimento a un uomo che ha patito sofferenze indicibili per difendere la propria dignità”.

 

​Il colonnello Salvatore Bizzarro ha sottolineato come questa intitolazione leghi indissolubilmente il nome di Di Mambro alla caserma: “Ogni giorno i nostri militari potranno rivivere e tramandare i valori di questo eroe”.

​”Resistere”: l’eredità per le nuove generazioni

​Il momento più toccante dell’intervento del ten. col. Di Fruscia è stato l’appello rivolto ai militari che ogni giorno varcheranno quel cancello:

​”Intitolarla a Carlo Di Mambro significa consegnare un messaggio autentico: resistere. Resistere alla paura, alla fatica e alla tentazione della scorciatoia. L’onore non è un riconoscimento, ma una responsabilità”.

 

​Alla cerimonia hanno preso parte anche gli assessori Tamburrini e Pontone, i consiglieri Terranova e Galasso, i rappresentanti dell’Istituto del Nastro Azzurro e numerosi familiari, uniti in un applauso che ha trasformato una memoria privata in un patrimonio condiviso dell’intera città di Cassino.

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