Lo scorso mese di marzo il patrimonio culturale italiano si è arricchito del Fondo librario , dichiarato di eccezionale interesse culturale dalla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Lazio, su proposta della nostra Soprintendenza.
Custodito presso la Biblioteca Comunale di Atina comunale di Atina per volontà della famiglia Vizzaccaro, il Fondo raccoglie circa 2800 volumi tra testi antichi e moderni, abbracciando un arco cronologico ampio che va dal XVI al XX secolo. Esso rappresenta una testimonianza viva della storia del Mezzogiorno e del Lazio Meridionale – spiegano dalla Sovrintendenza del Lazio – capace di restituire non solo il profilo intellettuale dello studioso, ma anche il contesto culturale in cui ha operato.

Torquato Vizzaccaro (Arpaia, Benevento, 1918 – Cassino, Frosinone, 1983) è stato uno storico attento e appassionato che ha concentrato i suoi studi sul territorio del Cassinate e della Val di Comino, contribuendo in modo significativo alla conoscenza e alla valorizzazione di quest’area. Attraverso la pubblicazione di articoli sulla stampa locale, nonché di opuscoli e di volumi – tra i quali si annoverano ’ , ’ e un volume dedicato al grande erudito romano Marco Terenzio Varrone – riportò alla luce monumenti scomparsi e vicende storiche dimenticate, offrendo un prezioso contributo alla ricostruzione della memoria storica del territorio.
Un’intera vita dedicata allo studio ha dato forma a una biblioteca straordinaria: un patrimonio organico che attraversa saperi e discipline, dalla storia — generale e locale — alla storia religiosa, dalla filosofia alla letteratura, dalla storia dell’arte alla geografia storica, fino alle scienze sociali e giuridiche, senza tralasciare una significativa presenza di opere scientifiche e mediche. Spiccano gli scritti dell’abate e storico Luigi Tosti, un punto di riferimento per gli studi monastici e per comprendere la ricca storia culturale dell’Italia centro-meridionale; accanto a questi, gli atti del Consiglio provinciale di Terra di Lavoro rappresentano una fonte straordinaria per ricostruire le dinamiche amministrative e istituzionali dell’antica provincia di Caserta, parte della quale è poi confluita nella moderna provincia di Frosinone. Tra i nuclei più preziosi emergono circa 80 miscellanee, che raccolgono opuscoli a stampa spesso difficilmente reperibili e talvolta non censiti nel Servizio Bibliotecario Nazionale; tra questi si distingue una raccolta di allegazioni settecentesche dei duchi di Sora e di Alvito: una fonte preziosa che apre uno sguardo diretto sulla storia feudale, giuridica e amministrativa del territorio.