Vasta operazione nella provincia reatina per contrastare l’illegalità nelle pratiche di pascolo. Nel mirino dei militari il pascolo in periodi vietati e l’occupazione di terreni comunali senza autorizzazione.
Tutela del territorio e rispetto della legalità nel settore zootecnico: sono questi i pilastri dell’ultima operazione condotta dai Nuclei Carabinieri Forestale della Provincia di Rieti. I controlli, mirati a contrastare le irregolarità legate alle pratiche di pascolo, hanno portato a galla diverse violazioni che minacciano seriamente il patrimonio ambientale e l’equilibrio economico locale.
Le violazioni riscontrate
L’attività investigativa si è concentrata su due fronti principali:
- Pascolo in periodo di divieto: Numerosi capi di bovini ed equini sono stati sorpresi a pascolare in aree soggette a fermo stagionale. Questo divieto è cruciale per permettere il cosiddetto “riposo vegetativo”, essenziale per la riproduzione della flora spontanea e per evitare il danneggiamento del manto erboso in periodi di particolare vulnerabilità.
- Mancanza di autorizzazioni: Sono stati individuati capi di bestiame introdotti su terreni di proprietà comunale senza alcun titolo autorizzativo, configurando un’occupazione abusiva del suolo pubblico.
Sanzioni pesanti e rischi ambientali
Il bilancio dell’operazione parla chiaro: cinque sanzioni amministrative contestate ai proprietari degli animali, per un importo totale che supera gli 8.500,00 euro.
Oltre all’aspetto economico, i Carabinieri Forestali sottolineano la gravità dei danni ambientali legati al cosiddetto “sovrapascolo”. La presenza eccessiva e non regolamentata di animali può causare il compattamento del suolo, innescando pericolosi fenomeni di erosione e dissesto idrogeologico. Inoltre, il pascolo incontrollato nei boschi impedisce la naturale rinnovazione delle piante, compromettendo il futuro delle aree verdi.
La tutela delle aree percorse dal fuoco
Un capitolo a parte riguarda il rispetto della legge sugli incendi boschivi. I controlli hanno verificato l’osservanza del divieto assoluto di pascolo per dieci anni sulle aree colpite da incendi. Questa norma è fondamentale per consentire ai boschi di rigenerarsi dopo il passaggio delle fiamme. Ricordiamo che, ai fini della legge, è considerata “area boscata” ogni superficie di almeno 5.000 mq che presenti una copertura arborea o arbustiva superiore al 20%.
Concorrenza sleale
L’intervento dei militari non è solo a difesa della natura, ma anche degli allevatori onesti. Il pascolo abusivo rappresenta infatti una forma di concorrenza sleale verso chi opera nel rispetto delle regole e delle concessioni, pagando regolarmente per l’utilizzo delle risorse comuni.
Il Gruppo Carabinieri Forestale di Rieti ha confermato che i controlli proseguiranno ininterrottamente su tutto il territorio provinciale per garantire la salvaguardia del prezioso patrimonio naturalistico reatino.
