I Carabinieri Forestali sequestrano 120 metri cubi di scarti da costruzione. Applicata la procedura estintiva: sanzione da 6.500 euro per evitare il processo.
Un nuovo colpo al fenomeno dell’abbandono incontrollato di rifiuti è stato messo a segno dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Ceccano. Durante un’operazione di controllo del territorio finalizzata alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica, i militari hanno rinvenuto, in un’area rurale del Comune, un ingente deposito illegale di scarti edilizi.
Il ritrovamento e le indagini
Sul terreno, in totale stato di abbandono, giacevano circa 120 metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi. Il cumulo era composto prevalentemente da:
- Cubetti di porfido;
- Sfridi di cemento;
- Sabbia di cava.
L’accurata attività investigativa condotta dai Forestali ha permesso di risalire rapidamente al responsabile: il titolare di un’impresa di costruzioni che aveva utilizzato il sito come discarica non autorizzata per i residui dei propri cantieri. L’imprenditore è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’art. 255, comma 1.1, del D.lgs. n. 152/2006 (Testo Unico Ambientale). La norma prevede pene severe per l’abbandono di rifiuti compiuto da titolari di imprese, con il rischio dell’arresto fino a due anni e ammende fino a 27.000 euro.
Tuttavia, per i reati ambientali che non hanno cagionato un danno concreto e attuale, la legge permette l’applicazione della procedura estintiva (art. 318 bis e segg.). All’indagato è stata impartita una prescrizione per il ripristino dello stato dei luoghi; il pagamento di una sanzione pecuniaria di 6.500 euro permetterà all’uomo di estinguere il reato prima dell’avvio del procedimento penale.
Nota: Oltre alla sanzione, resta fermo l’obbligo per il responsabile di procedere alla rimozione dei rifiuti e alla bonifica dell’area a proprie spese.
Un danno per la collettività
L’abbandono di rifiuti non è solo una violazione amministrativa, ma un attacco diretto all’ecosistema. Pratiche simili comportano:
- Rischio contaminazione: Possibile inquinamento del suolo e delle falde acquifere.
- Degrado urbano: Compromissione del decoro e della salubrità del territorio.
- Costi pubblici: Spesso il ripristino di aree abbandonate ricade sulle casse comunali e, quindi, sulla cittadinanza.
L’appello dei Carabinieri Forestali
L’Arma dei Carabinieri ricorda l’importanza della collaborazione dei cittadini nella lotta agli illeciti ambientali. Chiunque noti movimenti sospetti o accumuli di rifiuti può segnalare l’accaduto al numero di emergenza ambientale 1515. La prevenzione resta l’arma più efficace per proteggere le risorse naturali e la salute di chi abita il territorio.
