Roma – Cocaina e hashish spediti per posta, maxi sequestro della Guardia di Finanza

Irene Mizzoni
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Il narcotraffico cambia pelle e si adatta ai nuovi flussi della logistica moderna. Non più soltanto tir con doppifondi, auto modificate o corrieri pronti a rischiare la vita sulle strade: oggi la droga viaggia sempre più spesso attraverso i normali servizi di spedizione, mescolandosi tra migliaia di pacchi che ogni giorno attraversano l’Italia. Un fenomeno in crescita, che rende i controlli più complessi e impone alle forze dell’ordine nuove strategie investigative.

È quanto emerge da una vasta operazione condotta dalla Guardia di Finanza tra Roma e Pescara, dove i militari hanno intercettato e sequestrato diversi plichi postali contenenti complessivamente 20 chilogrammi di cocaina purissima e 5 chilogrammi di hashish. La merce era destinata al mercato della Capitale e del litorale abruzzese, aree in cui la domanda di stupefacenti continua a generare profitti milionari. La droga era stata confezionata con estrema cura per eludere i controlli, nascosta all’interno di pacchi apparentemente ordinari e affidata ai circuiti della logistica commerciale. Un metodo sempre più diffuso tra le organizzazioni criminali, che sfruttano l’enorme volume di spedizioni movimentate ogni giorno dai corrieri privati per frazionare i carichi, ridurre i rischi e monitorare in tempo reale il percorso dei pacchi grazie ai sistemi di tracciamento. Gli investigatori parlano ormai di un vero e proprio “narcotraffico 2.0”: spedizioni multiple, pacchi anonimi, mittenti fittizi e un uso spregiudicato delle infrastrutture della logistica. Una strategia che rende più difficile individuare i responsabili e che richiede controlli mirati nei centri di smistamento, analisi di rischio avanzate e l’impiego di unità cinofile specializzate. Secondo le stime, lo stupefacente sequestrato avrebbe generato un giro d’affari enorme: oltre un milione e mezzo di euro all’ingrosso e circa 5 milioni di euro al dettaglio. La cocaina, in particolare, presentava un grado di purezza molto elevato, che ne avrebbe consentito il taglio e la moltiplicazione delle dosi, aumentando ulteriormente i profitti. Le indagini proseguono per ricostruire l’intera filiera del traffico, dai mittenti ai destinatari finali, e per individuare l’organizzazione criminale che ha orchestrato le spedizioni. Ma un dato appare ormai evidente: la droga non viaggia più soltanto sulle autostrade o nascosta nei mezzi pesanti. Oggi può arrivare ovunque, anche dentro i pacchi che ogni giorno entrano nelle nostre case e nei nostri uffici. Anna Ammanniti
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