Roma – Alterava i rimborsi IRPEF per gonfiarsi lo stipendio. Sequestrati 33mila euro a dipendente universitaria

Irene Mizzoni
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Un “ritocchino” manuale ai rimborsi fiscali che arrivava a moltiplicare le cifre spettanti fino a settanta volte. È questo il sistema scoperto dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo per circa 33.000 euro nei confronti di una funzionaria amministrativa di un ateneo romano.

Il meccanismo del “fai da te” contabile

​La donna, impiegata proprio presso l’ufficio stipendi dell’università, secondo le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica capitolina, avrebbe sfruttato la sua posizione privilegiata e le proprie credenziali d’accesso al sistema gestionale contabile per scopi personali.

​Il modus operandi ricostruito dalle Fiamme Gialle del 3° Nucleo Operativo Metropolitano era sistematico:

  • Cifre gonfiate: Inseriva manualmente crediti IRPEF esorbitanti, in alcuni casi superiori di 70 volte rispetto al dovuto.
  • Rimborsi fantasma: Si attribuiva rimborsi fiscali anche in anni in cui non aveva presentato alcuna dichiarazione dei redditi (modello 730).
  • Il “bonus” familiare: Il sistema era stato esteso anche al coniuge. Nonostante l’uomo non percepisse redditi da lavoro né avesse presentato dichiarazioni fiscali, riceveva rimborsi indebiti accreditati direttamente sulla busta paga della moglie.

L’accusa: Truffa aggravata ai danni dello Stato

​L’ateneo, ignaro della manipolazione informatica, erogava le somme convinto che fossero conguagli fiscali legittimi. Gli accertamenti patrimoniali dei militari hanno però permesso di isolare le anomalie e quantificare il profitto illecito, ora finito sotto sequestro per ordine del G.I.P. del Tribunale di Roma.

​La dipendente è stata denunciata per truffa ai danni dello Stato, con l’aggravante di aver abusato dei poteri e violato i doveri connessi alla sua funzione pubblica.

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