Un’operazione congiunta tra i Carabinieri Forestali di Ceccano e il Nucleo Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) di Frosinone ha portato alla luce un grave scenario di irregolarità all’interno di un’autofficina locale.
Il controllo, mirato alla verifica del rispetto delle norme ambientali e della sicurezza sui luoghi di lavoro, si è concluso con la denuncia del titolare e la sospensione immediata dell’attività imprenditoriale.
L’intervento dei Carabinieri Forestali ha permesso di individuare un’area pavimentata di circa 20 mq, completamente priva di sistemi per la raccolta e il trattamento delle acque meteoriche. Sul piazzale erano stoccati rifiuti pericolosi derivanti dalle lavorazioni meccaniche: fusti di olio motore esausto, batterie per auto, pneumatici fuori uso e parti meccaniche.
Senza un adeguato sistema di depurazione, le acque piovane trascinavano i residui tossici direttamente nei terreni circostanti, creando un concreto rischio di inquinamento delle falde acquifere. Per queste violazioni (Art. 137 del D.lgs 152/2006), il titolare rischia fino a due anni di reclusione. Il sequestro dell’area è già stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.
Il quadro è peggiorato con i controlli relativi alla tutela dei lavoratori. I militari del N.I.L. hanno riscontrato diverse gravi inadempienze al D.lgs 81/2008:
- Mancata sorveglianza sanitaria: I dipendenti non erano stati sottoposti alle visite mediche preventive obbligatorie.
- Assenza di formazione: Nessun lavoratore era stato istruito sui rischi per la salute e la sicurezza.
- Videosorveglianza abusiva: Erano stati installati sistemi di controllo a distanza senza il necessario accordo sindacale o l’autorizzazione dell’Ispettorato.
Inoltre, è stata accertata la presenza di un lavoratore in nero, che ha fatto scattare una sanzione amministrativa di 4.450 euro e il provvedimento di sospensione dell’attività.
L’azione coordinata sottolinea l’impegno costante dell’Arma dei Carabinieri nella repressione di condotte che minacciano contemporaneamente la qualità dell’ambiente e la dignità dei lavoratori. Il titolare dell’officina dovrà ora rispondere di una serie di reati che spaziano dal rischio di disastro ambientale alla violazione dello Statuto dei Lavoratori.
