Un uomo e una donna sono finiti in manette lo scorso 10 febbraio. Oltre alla responsabilità del gesto intimidatorio, la Polizia ha rinvenuto ingenti quantità di hashish, cocaina e 11.000 euro in contanti.
Poteva avere conseguenze ben più gravi l’esplosione che, nella giornata del 10 febbraio, ha scosso l’incrocio tra via Degli Eroi e via Capocci. Il boato, causato dalla deflagrazione di un ordigno posizionato nei pressi di un’auto in sosta, ha dato il via a un’indagine lampo della Polizia di Stato, culminata con l’arresto di un uomo e della sua compagna.
Subito dopo la segnalazione al numero di emergenza 112, gli agenti del Commissariato di P.S. di Cassino sono intervenuti sul posto, mettendo in sicurezza l’area per i rilievi della Polizia Scientifica. Mentre venivano accertati i danni al veicolo colpito, gli investigatori della Squadra Mobile e della Squadra di Polizia Giudiziaria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Cassino, hanno setacciato le immagini delle telecamere di videosorveglianza.
L’analisi dei video e le testimonianze raccolte hanno permesso di individuare un modello di auto e un numero di targa sospetti. Gli accertamenti tecnici hanno portato gli agenti dritti all’abitazione del presunto responsabile, dove è iniziato un servizio di appostamento.
Il blitz e il sequestro di droga e contanti
L’operazione è scattata quando l’indagato è uscito di casa insieme alla compagna. Durante la perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto:
Le chiavi dell’auto utilizzata per l’attentato dinamitardo;
450 grammi di hashish e 105 grammi di cocaina nascosti nelle borse dei due;
11.000 euro in contanti (banconote di piccolo taglio) all’interno dell’abitazione, di cui la coppia non ha saputo giustificare la provenienza.
L’uomo deve ora rispondere di danneggiamento, detenzione ed esplosione di ordigno, minacce e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Per la donna l’accusa è di detenzione di droga ai fini di spaccio.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato trasferito presso la casa circondariale di Cassino, mentre la donna è stata condotta nel carcere di Rebibbia a Roma.
