Frosinone – Badante infedele rinviata a giudizio per circonvenzione di incapace

Irene Mizzoni
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Badante infedele rinviata a giudizio per il reato di circonvenzione di incapace. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, la donna, di mezza età residente a Pofi, approfittando della vulnerabilità di un anziano di 85 anni a causa delle sue ridotte capacità cognitive, lo avrebbe indotto a consegnargli in più trance copiose somme di denaro.

L’ammanco di tutto quel denaro (circa trentamila euro) era stato scoperto da un familiare per caso. Infatti è stato proprio l’estratto conto inviato dall’ufficio postale e finito nelle sue mani, a fargli dubitare che forse la governante aveva approfittato dello stato di disabilità del congiunto per spillarle del denaro. Nei tre anni in cui era stata a servizio dall’anziano era riuscita a prosciugare tutti i soldi che l’anziano teneva depositati sul suo conto corrente. Addirittura sempre da indagini effettuate in tal senso avrebbe costretto l’uomo a sottoscrivere un finanziamento di quasi seimila euro. Per non parlare dei ripetuti prelievi effettuati con il postamat. A conti fatti si tratterebbe di un ammanco di circa trentamila euro. Da qui la decisione del familiare di fare scattare la denuncia per circonvenzione di incapace. A detta della governante lei non aveva mai costretto l’anziano a prelevare del denaro. Talvolta il pensionato per dimostrarle gratitudine per il lavoro che svolgeva all’interno di quell’abitazione le aveva fatto qualche regalìa in denaro. Si trattava però soltanto di piccole mance. Spetterà adesso all’avvocato di fiducia smontare tutto il castello accusatorio nei confronti della sua assistita. Il pensionato che è affetto da una grave disabilità sia fisica che mentale, avrebbe riferito ai familiari di non ricordare nulla. Nei giorni scorsi a conclusione delle indagini la badante è finita sotto processo. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 13 marzo. Mar.Ming
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