Il fascino del collezionismo può nascondere insidie salate, specialmente nel vasto mondo del marketplace digitale. Lo ha scoperto a proprie spese un 26enne reatino che, nel tentativo di aggiudicarsi alcune figurine rare, è rimasto vittima di un raggiro architettato nei minimi dettagli.
I Carabinieri della Stazione di Rieti, a conclusione di un’indagine lampo, hanno denunciato a piede libero due persone – un 44enne e un 30enne, entrambi originari della Campania – con l’accusa di truffa in concorso. Tutto è iniziato su una nota piattaforma di compravendita online. La vittima, attirata da un’inserzione per dei pezzi pregiati da collezione, aveva intavolato una trattativa con i venditori, apparentemente cordiali e affidabili. Una volta raggiunto l’accordo per una cifra superiore ai 1.000 euro, il giovane ha effettuato il bonifico sul conto corrente indicato. Tuttavia, dopo il pagamento, lo scenario è cambiato drasticamente: Silenzio assoluto: Nessuna traccia della spedizione. Irreperibilità: I venditori hanno interrotto ogni comunicazione, rendendo i propri profili e utenze telefoniche irraggiungibili. Grazie alla denuncia tempestiva del giovane, i militari dell’Arma hanno avviato accertamenti tecnici sui flussi finanziari e sulle utenze telefoniche. L’incrocio dei dati ha permesso di risalire ai due indagati, volti già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici dello stesso tipo. Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Rieti ha colto l’occasione per lanciare un nuovo appello alla prudenza negli acquisti online. Spesso i truffatori utilizzano toni rassicuranti per indurre la vittima a utilizzare metodi di pagamento non garantiti. Il consiglio degli esperti: Diffidate sempre di offerte eccessivamente vantaggiose e privilegiate piattaforme che offrono sistemi di protezione degli acquisti o il pagamento alla consegna.
