Blitz del NAS a Frosinone: Sequestrati 60 Quintali di Carta Alimentare in una Fabbrica Abusiva

Irene Mizzoni
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Un’operazione lampo dei Carabinieri del NAS di Latina ha portato alla luce un grave scenario di illegalità nel cuore della filiera alimentare della provincia di Frosinone. Uno stabilimento cartotecnico, completamente privo di autorizzazioni, è stato chiuso e oltre 6 tonnellate di materiale potenzialmente pericoloso sono state sottratte al mercato.

​Durante i controlli di routine per la sicurezza alimentare, i militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità hanno ispezionato una grande azienda specializzata nella produzione di M.O.C.A. (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti). Nello specifico, la fabbrica produceva carta plastificata destinata a macellerie e pizzerie della zona per il confezionamento di carne e prodotti da forno. ​L’ispezione ha rivelato una realtà allarmante: non solo i prodotti erano privi di certificazioni, ma l’intera attività operava nell’ombra, configurandosi come completamente abusiva. ​ ​Il sequestro ha riguardato circa 60 quintali di carta plastificata. Il materiale non era mai stato sottoposto ai rigorosi test di qualità imposti dalla legge per garantire che sostanze chimiche nocive non migrino dal supporto cartaceo all’alimento. ​Secondo la normativa vigente, ogni materiale destinato al contatto con i cibi deve essere Testato, per garantire l’inerzia chimica del materiale; Tracciato, per permettere alle autorità di risalire immediatamente al produttore in caso di rischio sanitario. ​In questo stabilimento, la filiera della sicurezza era totalmente interrotta, rendendo i prodotti una potenziale minaccia per la salute dei consumatori finali. ​L’intervento del personale dell’ASL, richiesto dai Carabinieri, ha portato alla cessazione immediata dell’attività produttiva e commerciale. Al titolare dell’azienda sono state elevate sanzioni amministrative pesantissime, per un totale di 16.000 euro. ​L’operazione conferma l’attenzione costante dei Carabinieri del NAS verso quei settori ‘invisibili’ della filiera alimentare che, se non controllati, possono trasformarsi in veicoli di sostanze tossiche.
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