Veroli – Truffa dello “falso impiegato postale”: denunciati due uomini per aver raggirato un’anziana

Irene Mizzoni
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Prosegue senza sosta l’attività di contrasto ai reati contro il patrimonio e, in particolare, alle odiose truffe ai danni degli anziani da parte dei Carabinieri della Compagnia di Alatri. I militari della Stazione di Veroli, a conclusione di un’accurata indagine, hanno deferito in stato di libertà due persone, rispettivamente di 29 e 43 anni, entrambi residenti nella provincia di Napoli e già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici.

​L’indagine è scattata lo scorso agosto, a seguito della denuncia presentata da una donna di 83 anni residente nella cittadina ernica. Il copione utilizzato dai malviventi è purtroppo quello, consolidato, della pressione psicologica: l’anziana era stata contattata telefonicamente da un sedicente impiegato delle Poste Italiane di Alatri. ​Il truffatore aveva prospettato alla vittima una situazione d’emergenza, sostenendo che la figlia della donna rischiasse l’immediato arresto. Per evitare il carcere, secondo il falso impiegato, era necessario consegnare urgentemente una somma in denaro o, in alternativa, oggetti preziosi. ​Pochi minuti dopo la telefonata, un complice si è presentato alla porta dell’abitazione della vittima. L’anziana, colta di sorpresa e preoccupata per la sorte della figlia, ha consegnato all’uomo diversi monili in oro per un valore stimato di circa seimila euro. Una volta ottenuto il bottino, il malvivente si è dileguato rapidamente facendo perdere le proprie tracce. ​Grazie alla testimonianza della vittima e a un’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri di Veroli, gli inquirenti sono riusciti a risalire all’identità dei due sospettati. I due soggetti sono stati quindi denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone per il reato di truffa in concorso. Le Forze dell’Ordine ricordano che nessun ente (Poste, Carabinieri, Polizia) richiede mai pagamenti in contanti o in oro per evitare provvedimenti giudiziari o per cauzioni, istituto quest’ultimo che non esiste nel diritto italiano con queste modalità.
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