Corruzione, questa la pesante accusa contestata al luogotenente dei carabinieri Carmine Casolaro e agli avvocati Alfredo e Gabriele Scaccia rispettivamente padre e figlio che sono finiti sotto processo. Oggi nell’aula del tribunale di Frosinone sono stati ascoltati tre ufficiali di PG di Verbania.
Le difese hanno animatamente condotto il controesame, in particolare l’avvocato Nicola Ottaviani ha fornito prove documentali riferite alle schedine giocate tra gli imputati. Il legale ha fatto emergere l’assenza di dichiarazioni rese dal Casolaro in occasione delle perquisisioni. Un ufficiale di pg ha affermato di non averle riportate nel relativo verbale su richiesta del pubblico ministero. I difensori degli Scaccia Alfonso Amato e Christian Alviani hanno condotto un controesame incalzante facendo emergere la totale estraneità ai fatti contestati ai loro assistiti. Di particolare intensità è stata la difesa dell’avvocato salernitano Alfonso Amato che rappresenta Alfredo Scaccia. Quanto all’avvocato Alviani che difende Gabriele Scaccia ha segnalato puntuali domande ai testi che hanno puntato a provare l’estraneità del suo assistito ad ipotesi contestate. Soddisfatto l’avvocato Alfredo Scaccia per l’esito di questa udienza nella quale sono stati chiariti punti che dovrebbero fornire elementi inconfutabili circa il mancato coinvolgimento suo e del figlio in questa vicenda. A tal proposito Scaccia ha così dichiarato: “Non ero in udienza perché malato ma mio figlio presente mi ha riferito dell’ottima difesa dell’avvocato Ottaviani e la tenace difesa degli avvocati Amato e Alviani. Sono molto fiducioso perché di fatto nessuno ha corrotto nessuno. La prova delle schedine oggi è stata depositata”. Come si ricorderà i due legali sono stati accusati di aver elargito del denaro a Casolaro in cambio di informazioni che il militare avrebbe estrapolato dal sistema informatico. In realtà si trattava di vincite che il carabiniere aveva fatto in un centro scommesse insieme ad Alfredo e Gabriele Scaccia. A riprova di quanto sostenuto, in udienza sono state presentate proprio le schedine giocate. “Udienza molto positiva per il mio assistito – ha dichiarato l’avvocato difensore Alfonso Amato – vi è da superare lo scoglio di una eccezione procedurale per la quale il tribunale si è riservato sulla utilizzabilità delle chat. A mio avviso sono state utilizzate indebitamente. Quanto alla ipotesi corruttiva è totalmente inesistente. Il collegio molto attento e presieduto da un magistrato di lungo corso valuterà i fatti con alta onestà intellettuale”. Si torna in aula il prossimo 13 febbraio. In questa data verranno ascoltati altre tre testi della procura.
