Ricatti sessuali e falsi profili social: arrestato un uomo di Sora

Irene Mizzoni
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Si chiude il cerchio attorno a una vicenda di ricatti e minacce online che ha visto protagonista un uomo residente nella città volsca. Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Sora hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Cassino, nei confronti di un soggetto ritenuto responsabile di gravi reati legati alla cosiddetta “sextortion”.

​L’operazione è il culmine di una meticolosa attività investigativa condotta dai poliziotti del Commissariato locale. Secondo quanto emerso, l’uomo agiva con uno schema preciso e spregiudicato: creava falsi profili sulle principali piattaforme social, in particolare Instagram e WhatsApp, per adescare le proprie vittime o entrare in contatto con loro sotto mentite spoglie. ​Una volta ottenuto materiale sensibile o stabilito un contatto, scattava la trappola. L’indagato avrebbe messo in atto più azioni predatorie, minacciando le vittime di diffondere video a sfondo sessuale che le ritraevano. Il “prezzo” per evitare la gogna pubblica e la diffusione virale dei filmati non era il denaro, ma la pretesa di prestazioni sessuali. ​Nonostante la residenza a Sora, l’uomo è stato rintracciato e arrestato fuori regione, dove probabilmente si trovava al momento della notifica del provvedimento. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino, valutando la gravità dei fatti e il pericolo di reiterazione del reato, ha disposto la custodia cautelare in carcere. ​Le accuse spaziano dalla tentata estorsione alla violenza privata, aggravate dall’uso di strumenti informatici e dalla natura sessuale del ricatto.​L’indagato è stato trasferito presso la casa circondariale competente, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per l’interrogatorio di garanzia.   ​L’episodio accende nuovamente i riflettori sulla pericolosità dei reati digitali. La Polizia di Stato invita, come di consueto, a prestare la massima attenzione nella condivisione di contenuti privati online e a denunciare immediatamente ogni tentativo di ricatto.   ​Come proteggersi dalla Sextortion ​Non cedere mai: Pagare o assecondare le richieste non ferma il ricatto, ma alimenta le pretese. ​Conservare le prove: Non cancellare chat o profili, ma fare screenshot di tutto. ​Segnalare: Rivolgersi immediatamente al Commissariato di P.S. o alla Polizia Postale.
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