Sora/Casalvieri – Presentata l’opera prima di Zincone “Dietro gli occhiali a specchio”

Caterina Paglia
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Una presentazione emozionante e partecipata, come del resto è l’opera prima di Silvio Zincone “Dietro gli occhiali a specchio”.

Ieri, all’interno del suggestivo auditorium “De Sica”, prima di lasciare la parola all’autore, gli amici Elmerindo Fiore e Bruno La Pietra hanno regalare una loro personalissima presentazione del volume. SilvioZinconeTg24“Il mio vuole essere un viaggio intorno al libro che mi coinvolge sia per amicizia sia per la trama stessa – ha commentato il poliedrico artista di Casalvieri Elmerindo Fiore -. Dietro gli occhiali a specchio ho visto ciechi, ma anche emozioni, suggestioni. Plaudo a questa intensa metafora della vita di paese e non solo”. Subito dopo il pubblico è rimasto conquistato dall’appassionato e perfettamente descrittivo intervento di Bruno La Pietra, insieme a Fiore, tra i primi ad aver letto il testo. “Sfatiamo il mito verba volant e scripta manent – ha sottolineato -. Il parlare di un libro è cosa di grande rilevanza. Rivisitare la parola stessa, chiacchierare e confrontarsi su un testo letterario sono azioni fondamentali che rendono l’oralità qualcosa di alto e importante. Il volume di Silvio è una ricerca nostalgica su uno e più ricordi suddivisi come in un Lp. Gli occhiali a specchio rappresentano uno spunto di riflessione dello stesso libro, all’interno del quale troviamo sicuramente racconti sulla vita di paese, ma soprattutto un intimissimo viaggio dell’autore”. LibroDietroocchiali2Infine la parola è passata al neo scrittore di Casalvieri Silvio Zincone. “Dietro gli occhiali a specchio rappresenta una parte di me, dall’infanzia all’adolescenza, fino ad oggi – ha commentato l’autore -. La copertina stessa vuole lanciare in sintesi il messaggio del testo: sulle lenti dei miei occhiali si riflette il volto di un caro amico che non c’è più e che in quel momento mi stava scattando la foto. Avviso quanti si accingeranno a leggere il testo: non aprirete un libro, bensì un Lp progressive in forma cartacea, con tanto di lato A e lato B. Per questo, oltre che leggerlo, vi consiglio di provare a scovarne il suono. La realtà non è mai quella riflessa nei nostri occhi. Essa è nient’altro che una visione interiore, lo specchio delle lenti che scegliamo di usare. In tal senso, la mia prima pubblicazione, oltre ad essere un viaggio tra i ricordi nascosti nelle vie del paese, è volutamente un importante passo alla ricerca di me stesso su una strada fatta di emozioni, nostalgia, dolori e allegria”. Caterina Paglia
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