Sora – Il ballerino Aldo Iucci da oggi nella serie Netflix Emily in Paris

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(di Roberta Pugliesi) Da Sora a Netflix, passando per anni di studio, sacrifici e una determinazione che non ha mai vacillato. La storia di Aldo Iucci, 23 anni, danzatore professionista nato nella cittadina volsca, è il racconto di un sogno coltivato lontano dai riflettori e diventato oggi realtà internazionale. Oggi il suo talento comparirà nella nuova stagione di Emily in Paris, serie di successo mondiale in uscita su Netflix, segnando una tappa importante di un percorso artistico costruito passo dopo passo.

Aldo è un ragazzo solare, energico, dalle mille sfaccettature, capace di unire grande professionalità a una profonda sensibilità umana. «Amo trasmettere positività e riempire il cuore delle persone che mi circondano, spronandole a dare sempre il meglio di sé», racconta. Una luce interiore che lo accompagna fin dall’inizio del suo cammino, iniziato molto presto e lontano da casa. A soli 13 anni, grazie al sostegno dei genitori, si è trasferito da solo a Roma per studiare danza classica e contemporanea alla Scuola del Balletto di Roma, dove ha conseguito il diploma nel 2020, per poi proseguire la formazione all’ABR di Flaminia Buccellato, diplomandosi nel 2023. La determinazione è stata la sua bussola. Non senza momenti difficili, soprattutto negli anni della crescita. «Da più piccolo mi è capitato di cercare di essere più forte di quanto fossi, stringere i denti e sperare che tutto passasse in fretta. Con il tempo ho imparato ad ascoltarmi, accettarmi ed essere fiero dei traguardi raggiunti». Un’evoluzione personale che oggi si riflette anche sul palcoscenico, dove Aldo porta non solo tecnica, ma verità. Oggi lavora come ballerino professionista e ha già preso parte a eventi e produzioni per brand e realtà di rilievo come Moncler, Stone Island, Hermès, FIFA e TIM, collaborando con coreografi affermati quali Franco Miseria, Thomas Signorelli e Konstantin Koval, in Italia e all’estero. Esperienze che hanno ampliato i suoi orizzonti artistici e umani, permettendogli di viaggiare, conoscere nuove culture e crescere costantemente. L’approdo in Emily in Paris rappresenta però qualcosa di più. «È il simbolo di un sogno nato in provincia che prende forma con sacrificio, passione e determinazione», spiega. Un’esperienza vissuta con emozione e gratitudine, anche per il valore collettivo che porta con sé: la presenza di ballerini italiani in una serie internazionale è «un bel segnale per la danza italiana», spesso poco conosciuta oltre i confini nazionali. Quando balla, Aldo entra in una dimensione totale. «Corpo e mente si allineano, il movimento diventa il mio linguaggio più sincero. Ballare è la mia cura, il modo più autentico che conosco per sentirmi vivo e libero». È lì che convivono forza e vulnerabilità, controllo ed esposizione, in un equilibrio che rende ogni performance vera. I sogni non mancano, ma non restano chiusi in un cassetto. «Cerco di trasformarli in obiettivi. Il mio sogno più grande è non perdere mai l’emozione, la fame e la voglia di vivere di quest’arte». La danza, che da oltre dieci anni occupa il centro della sua vita, non è solo un lavoro, ma una scelta quotidiana, fisica e mentale, che continua a guidarlo. E mentre il pubblico si prepara a vederlo danzare su Netflix, Aldo sente di essere solo all’inizio. Con la consapevolezza di chi ha già costruito tanto, ma con lo sguardo di chi sa che il bello deve ancora venire.
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