Ginecologo tradito dalle “liste di attesa”. Sarebbero state proprio le lunghe fila dei pazienti che attendevano di essere visitati dal medico, che al momento è stato iscritto sul registro degli indagati per il reato di truffa, ad insospettire i carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni di Latina che hanno avviato l’inchiesta (leggi qui).
Sembrava molto strano, che nessuno avesse cercato di accorciare i tempi fissando delle visite intramoenia. Da qui il desiderio, da parte degli investigatori, di vederci chiaro su questa vicenda. Le indagini, va detto, sono state avviate nel 2023. Dunque per ben due anni gli uomini del Nas hanno seguito tutti i movimenti del dottore ultracinquantenne nel momento in cui riceveva i pazienti in ospedale. Due anni in cui sono stati effettuati degli appostamenti ed intercettazioni ambientali e telefoniche. Nel corso dell’operazione denominata appunto “Liste di attesa” i carabinieri del Nas sono riusciti anche ad ascoltare numerosi pazienti che erano stati visitati dal ginecologo. E proprio questi ultimi avrebbero riferito che il medico aveva detto loro che li avrebbe visitati privatamente in ospedale. Ovviamente, avrebbero dovuto pagare in contanti e non avrebbero dovuto pretendere alcuna fattura. A conti fatti, sembra che il medico abbia intascato in nero nel giro di due anni ben 65 mila euro. Questo sta a significare che ogni mese il ginecologo incassava circa 3.000 euro. Soldi che, consegnati in contanti, non potevano avere alcun tipo di tracciamento. Adesso, sul tavolo del magistrato inquirente, gli uomini del Nucleo Antisofisticazioni hanno depositato un corposo fascicolo. Mar. Ming.
