Maxi sequestro di pesce: 270 kg ritirati dal Nas. Chiusure e Multe nel Frusinate

Irene Mizzoni
3 MIn Lettura
Importante operazione del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) dei Carabinieri di Latina che, supportato dall’ASL e dai Comandi Stazione locali, ha eseguito una serie di ispezioni mirate nella provincia di Frosinone, portando al sequestro di centinaia di chili di prodotti ittici in cattivo stato di conservazione e alla chiusura di aree per gravi carenze igienico-sanitarie.

​La prima e più grave irregolarità è stata riscontrata in una pescheria nell’entroterra frusinate. I militari del NAS hanno sequestrato ben 220 kg di prodotti ittici esposti sui banchi senza l’uso di ghiaccio, una condizione definita come gravemente pregiudizievole per la salute pubblica, data la rapida deperibilità del pesce e l’alto rischio di proliferazione batterica.

​Non solo: nello stesso esercizio sono stati sequestrati ulteriori 50 kg di molluschi bivalvi completamente privi delle etichette obbligatorie per il consumatore, rendendo impossibile la verifica della tracciabilità e della provenienza. A seguito delle gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali rilevate, il personale dell’ASL ha disposto l’immediata sospensione dell’attività.

​Al titolare è stata comminata una sanzione amministrativa di 3.000 euro. Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari.

​Un secondo intervento ha riguardato una pescheria-gastronomia nel Cassinate. Qui, il NAS ha proceduto al sequestro amministrativo di circa 30 kg di molluschi bivalvi vivi — tra cui ostriche, lupini e vongole — trovati immersi in acqua allo stato sfuso. Questa modalità di conservazione è severamente vietata dalla normativa vigente in quanto non offre alcuna garanzia sulla corretta depurazione e sulla reale origine del prodotto, esponendo il consumatore a rischi.

​Per questa infrazione è stata elevata una sanzione amministrativa di 1.000 euro.

​L’ultima verifica ha interessato un pub situato in un centro pedemontano della provincia di Frosinone. Operando congiuntamente al Comando Stazione locale, il NAS ha scoperto un deposito di alimenti e bevande adiacente all’attività, completamente abusivo, in quanto privo dei necessari requisiti igienico-sanitari e delle relative autorizzazioni.

​Ritenuta potenzialmente rischiosa per i consumatori, la situazione ha portato il Comune a emettere un’ordinanza di chiusura immediata dell’area irregolare, su segnalazione specifica del NAS. Le sanzioni amministrative contestate ammontano a 2.000 euro.

​L’attività congiunta del NAS di Latina ribadisce la fondamentale importanza dei controlli nel settore alimentare, dove la corretta conservazione, la depurazione e la tracciabilità degli alimenti restano presidi imprescindibili per la tutela della salute dei cittadini. Il monitoraggio del territorio continuerà incessantemente.

Condividi questo articolo
Nessun commento