Lazio – La visione illuminata di un Gran Tour di mille chilometri

chiaro13
2 MIn Lettura
(di Dario Facci) La progettazione di un itinerario ciclo-turistico del Lazio è un’ottima notizia. Non tanto per l’idea, poiché essa è già stata pensata da decenni, e di itinerari attraverso piste ciclabili ne sono stati già formati anche recentemente, ma perché per la prima volta l’istituzione regionale, nello specifico la Giunta regionale, presieduta dal Francesco Rocca, mette nero su bianco una visione organica, proiettata a sviluppare un grande prodotto turistico.

Ovviamente starà agli attori principali renderlo un successo o, come è accaduto in passato per iniziative non analoghe ma della stessa ambizione, un fallimento. Su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici, alle Politiche di ricostruzione, alla Viabilità e alle Infrastrutture, Manuela Rinaldi, la Giunta del Lazio ha approvato lo schema di Protocollo d’intesa tra la Regione e la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta APS (FIAB Italia), per lo sviluppo e il sostegno dell’itinerario cicloturistico “Gran Tour del Lazio”. Questa è la notizia. Con 65mila euro di stanziamento la FIAB tracciare itinerari laziali per un migliaio di chilometri. Ovviamente tutte strade blu, per dirla all’americana, cioè secondarie. Il “Gran Tour del Lazio” dovrà essere pensato e gestito in sintonia con le amministrazioni locali. Partendo da Roma il “Gran Tour” dovrà dipanarsi in 18 itinerari tematici che inizieranno e termineranno con una stazione ferroviaria in modo che i partecipanti possano raggiungerli senza utilizzare mezzi propri. dovrà che prevede il coinvolgimento delle comunità locali dei territori regionali interessati dal percorso assieme a FIAB Italia. Il “Gran Tour del Lazio” è un itinerario cicloturistico ad anello lungo oltre mille chilometri: parte e arriva a Roma attraversando molti Comuni e province del Lazio. Nei percorsi saranno integrate le piste ciclo/pedonali esistenti oltre alle strade a bassa percorrenza ma anche sentieri sterrati e ovviamente i cammini già esistenti come la Via Francigena e il Cammino di San Benedetto. La speranza è che, una volta creata, questa ragnatela di percorsi abbia un’adeguata divulgazione. Certe iniziative sono destinate alla marginalità se non adeguatamente pubblicizzate.
Condividi questo articolo
Nessun commento