Sora – Caso Milena Mancini, l’avvocato Lerro: “È il momento del silenzio”

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(di Roberta Pugliesi) «È il momento del silenzio, nel rispetto del lavoro dei consulenti e del dolore dei familiari». Con queste parole, l’avvocato Federica Lerro, che assiste la figlia Alice e il compagno Umberto insieme al collega Fabio Alonzi, ha voluto sintetizzare il clima di dolore e attesa che accompagna in queste ore la famiglia di Milena Mancini, la 56enne morta a Istanbul dopo un intervento di chirurgia estetica.

Un invito alla prudenza e alla riservatezza, quello della legale, che riflette la delicatezza di un’indagine ancora in pieno corso. «Si tratta di una vicenda complessa e tecnica – ha spiegato Lerro – su cui vige la massima riservatezza. Ogni affermazione non attinente rischierebbe di essere inopportuna». Sul piano giudiziario, infatti, la Procura di Roma continua a indagare per fare piena luce sulle cause del decesso. Dopo l’autopsia eseguita martedì al Policlinico Gemelli, i consulenti nominati dal magistrato stanno passando al vaglio la documentazione clinica e le testimonianze per ricostruire con precisione le ore successive all’intervento, durante le quali sarebbero insorti improvvisi problemi post-operatori. L’obiettivo è chiarire se vi siano state eventuali negligenze o complicanze impreviste legate alla procedura chirurgica. Nel fascicolo aperto in Procura si procede contro ignoti. Gli avvocati della famiglia hanno seguito le pratiche per il rimpatrio della salma, avvenuto nei giorni scorsi, e hanno precisato di non essere a conoscenza di istruttorie parallele da parte delle autorità turche. Al momento, si attendono i risultati definitivi dell’esame autoptico per individuare con certezza le cause della morte e stabilire eventuali responsabilità. “Ora la famiglia chiede solo di poter vivere il lutto lontano dai riflettori – ha aggiunto Lerro –. Il dolore è ancora troppo vivo, ma resta forte la volontà di arrivare alla verità”. Intanto, ieri mattina, la comunità di Sora ha accompagnato Milena nel suo ultimo viaggio con una cerimonia sobria e toccante nella Basilica di San Domenico. Una folla commossa, tra lacrime e silenzio, ha espresso l’affetto e la vicinanza ai familiari, stretti in un dolore composto ma profondo. Un dolore che ora si intreccia alla fiducia nel lavoro della magistratura e dei consulenti. Perché – come ha sottolineato ancora l’avvocato Lerro – «il rispetto e la discrezione sono oggi la forma più autentica di giustizia verso chi non c’è più».
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