L’animalista Enrico Rizzi sale sul banco degli imputati per aver diffamato un minorenne

Marina Mingarelli
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Il famoso animalista Enrico Rizzi sale sul banco degli imputati per rispondere del reato di diffamazione nei confronti di un ragazzino di 16 anni.

La vicenda che lo ha portato alla sbarra riguarda il minorenne accusato insieme ad alcuni suoi amici di aver decretato la morte di una capretta mentre si trovavano ad una festa di compleanno in un agriturismo ad Anagni. Secondo le accuse l’influencer, unitamente ad un’altra decina di attivisti, si era recato presso una piazza di Fiuggi, città dove risiedeva l’adolescente ed esponendo un poster che raffigurava la sua immagine insieme agli altri presenti alla manifestazione, aveva iniziato a gridare la parola “Assassino”. Ma non è tutto: sotto il poster c’era scritto “sono l’assassino della capretta ovvero un infame”. Secondo la procura l’uomo aveva offeso la reputazione del ragazzo attribuendogli la responsabilità per l’uccisione di quella bestiola per la quale erano ancora in corso indagini penali. A questo da aggiungere che Rizzi è stato accusato di aver svolto tale manifestazione in piazza senza la dovuta autorizzazione. L’uomo si è difeso sostenendo che aveva presentato richiesta di autorizzazione per manifestare ad Anagni e quindi pensava di essere garantito da una sola autorizzazione. Per quanto riguarda l’avere accusato il ragazzino di 16 anni a suo dire si trattava di un fatto gravissimo e dunque era giusto che fosse noto l’autore di questo atto brutale nei confronti di un animale. La prossima udienza è stata fissata per il 19 febbraio del 2026. In questa data verrà pronunciata la sentenza. La madre del minorenne si è rivolta all’avvocato Giampiero Vellucci per essere rappresentata nelle opportune sedi. Mar.Ming.
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