Crisi Stellantis – A rischio 200 posti di lavoro dell’indotto. Maura e Vincitorio: “Si rinnovi la commessa per un’ulteriore anno”

Irene Mizzoni
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Maura e Vincitorio: Si rinnovi la commessa per un’ulteriore anno per garantire continuità occupazionale.

Il conto alla rovescia è iniziato con la possibile reinternalizzazione delle attività da parte di Stellantis e oltre duecento lavoratori rischiano di restare senza occupazione entro la fine del 2025. Le aziende Trasnova Srl, Tekno Service Srl e Logitech Srl, che da anni gestiscono la logistica e i servizi per il colosso automobilistico, hanno lanciato un allarme chiaro: senza un rinnovo della commessa o una proroga almeno annuale, si profila un vero e proprio licenziamento collettivo. A schierarsi al fianco delle imprese e dei lavoratori sono Daniele Maura (FdI), consigliere regionale del Lazio e Alessandro Vincitorio, consigliere comunale di Piedimonte San Germano, che firmano un appello alle istituzioni e alla stessa Stellantis: “Difendere questi posti di lavoro – dichiarano – significa difendere una parte vitale dell’economia italiana, fatta di competenze, professionalità e dedizione quotidiana”. “Questa situazione – spiegano Maura e Vincitorio – genererà un effetto domino devastante non solo per i lavoratori direttamente coinvolti, ma anche per l’intero tessuto economico e sociale dei territori di riferimento, già fortemente provati da processi di deindustrializzazione e perdita di competitività.” Le imprese coinvolte hanno ribadito, con senso di responsabilità e rispetto delle norme, la necessità di attivare la procedura prevista dall’art. 2112 del Codice Civile, che impone la continuità occupazionale e il passaggio diretto dei lavoratori alla società subentrante. “Non si tratta – spiegano Maura e Vincitorio – di una richiesta strumentale, ma di un principio di giustizia e di legalità a tutela di chi da anni opera con professionalità nei piazzali Stellantis, garantendo sicurezza, efficienza e qualità nelle fasi di movimentazione e manutenzione dei veicoli prodotti. È bene ricordarlo che Trasnova, Tekno Service e Logitech non sono realtà improvvisate ma sono imprese solide, che hanno contribuito a mantenere vivo l’apparato produttivo di un settore strategico come quello dell’automotive, rappresentando un presidio di competenza e affidabilità riconosciuto nel tempo da tutte le parti in causa. Ad oggi, tuttavia, non vi è alcuna comunicazione ufficiale da parte di Stellantis circa le modalità di subentro o il futuro dei 238 dipendenti impiegati nei vari siti produttivi. Un silenzio che rischia di alimentare tensione sociale, insicurezza e un clima di precarietà che non giova a nessuno.” “Chiediamo con forza – ribadiscono Maura e Vincitorio – che venga concessa una proroga di almeno un anno dei contratti in essere, fino al 31 dicembre 2026, così da permettere una transizione ordinata e rispettosa dei diritti dei lavoratori e delle imprese. Un rinnovo che non rappresenterebbe un rinvio del problema, ma una scelta di responsabilità e di visione: il tempo necessario per costruire una soluzione strutturale che tuteli la filiera, salvaguardi le professionalità e valorizzi l’esperienza maturata da chi ogni giorno sostiene, con impegno silenzioso, la produttività di Stellantis perché non possiamo accettare che centinaia di operai, impiegati e responsabili – molti dei quali con più di dieci anni di esperienza – vengano abbandonati senza un futuro, in territori che già soffrono la mancanza di nuove opportunità.” “Abbiamo il dovere morale come istituzioni – continuano – di difendere il lavoro e la dignità delle persone, le imprese appaltatrici hanno dimostrato di voler agire nel rispetto della legge e della correttezza chiedendo soltanto di poter accompagnare questa fase con equilibrio e con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati ed il nostro appello a Stellantis e al Governo è affinché si trovino soluzioni che salvaguardino il lavoro, le competenze e la stabilità sociale dei nostri territori. Difendere questi lavoratori e queste imprese significa difendere anche il Made in Italy, la filiera logistica nazionale e il futuro industriale del Paese. Non possiamo – concludono Maura e Vincitorio – più permettere che ogni riorganizzazione industriale ricada solo sulle spalle dei lavoratori e delle imprese dell’indotto. L’Italia produttiva deve essere tutelata e valorizzata, non penalizzata. Il nostro impegno sarà quello di mantenere alta l’attenzione su questa vicenda, chiedendo chiarezza, trasparenza e responsabilità. Perché dietro ogni commessa non ci sono solo numeri o contratti ma ci sono famiglie, comunità e territori che hanno diritto a un futuro”.
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