L’eclettico Vittorio Sgarbi è tornato a far parlare di sé, non per una delle sue consuete e accese polemiche televisive, ma per un gesto di civiltà: l’esercizio del voto. La sua riapparizione in pubblico, in occasione delle recenti consultazioni elettorali, è avvenuta in un seggio delle Marche, regione a cui l’ex Sottosegretario alla Cultura è particolarmente legato per trascorsi politici e iniziative culturali.
Il critico d’arte, che in passato ha ricoperto la carica di Sindaco di San Severino Marche e che vanta un lungo curriculum di presenze e ruoli amministrativi in diversi comuni italiani, ha voluto sottolineare con la sua presenza il profondo legame che lo unisce al territorio marchigiano. Il Sindaco di Arpino infatti ha mantenuto salda la sua residenza elettiva nella regione. ”Votare nelle Marche per me non è solo un dovere civico, ma un atto di fedeltà alla sua bellezza e alla sua integrità territoriale,” avrebbe dichiarato il critico all’uscita del seggio, secondo fonti presenti. Sgarbi ha più volte lodato le Marche per la ricchezza del suo patrimonio artistico, per l’assenza di “speculazione selvaggia” e per la conservazione dei suoi borghi, spesso paragonandola, per ricchezza d’arte, a Toscana e Umbria. La sua presenza ha catalizzato l’attenzione di curiosi e media, confermando, ancora una volta, come la figura di Vittorio Sgarbi sia in grado di polarizzare l’interesse ogni qual volta decida di esporsi in prima persona su temi politici o culturali.
