Sora – VIVISORA 2015, di scena la Compagnia Teatrale “Riccardo Gulia”

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VIVISORA 2015 è anche teatro. Due appuntamenti divertentissimi, con il patrocinio del Comune di Sora, sono in programma per giovedì 30 e venerdì 31 luglio in Piazza Santa Restituta, in scena la Compagnia “Riccardo Gulia” di Sora.

Giovedì 30 luglio la compagnia proporrà “Teatro e musica”, per la regia di Umberto Natalizio. Lo spettacolo divertirà il pubblico con i locandinaTEAREOeMUSICApiù celebri sketch della comicità italiana tra i quali “Santuzza” di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, “San Gennaro” de La Smorfia ed un’intensa interpretazione di “’A livella” di Totò. Il tutto inframmezzato dalle performance musicali di Gianni Iacobelli. Venerdì 31 luglio sarà la volta di “Miseria e nobiltà”, la celebre commedia in tre atti che Eduardo Scarpetta scrisse nel 1887. La regia è di Umberto Natalizio che ha sapientemente guidato il cast: Enzo Alviani, Giorgio Bonomo, Rocco Fabrizio, locandinamiseriaenobiltàLuigi Gabriele, Gianni Iacobelli, Milena Lancia, Giovanni Longobardi, Lucia Longobardi, Annamaria Ruggeri, Magda Ruggeri, Bruno Sardellitti, Candida Sperduti, Rocco Sperduti, Giuliano Urbano e Daney Aurora Velazquez. Alle scenografie ha pensato RSO mentre l’allestimento del palcoscenico è a cura di Pietro Cordone. A completare l’impeccabile messa in scena i costumi di Rocco di Passio (Talitalenti) e l’organizzazione di Bruno Sardellitti. “Miseria e nobiltà” ha come protagonista Felice Sciosciammocca, celebre maschera di Eduardo Scarpetta. La trama gira attorno all’amore del giovane nobile Eugenio per Gemma, figlia di Gaetano, un cuoco arricchito. Il ragazzo è, però, ostacolato dal padre, il marchese Favetti, che è contro il matrimonio del figlio per via del fatto che Gemma è la figlia di un cuoco. Eugenio si rivolge, quindi, allo scrivano Felice per trovare una soluzione. Felice e Pasquale, un altro spiantato, assieme alle rispettive famiglie, si introdurranno a casa del cuoco fingendosi i parenti nobili di Eugenio. La situazione si ingarbuglia poiché anche il vero Marchese Favetti è innamorato della ragazza, al punto di frequentarne la casa sotto le mentite spoglie di Don Bebè. Il figlio, scopertolo e minacciatolo di rivelare la verità, lo costringerà a dare il suo consenso per le nozze.
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