Un successo di partecipazione e di intenti quello della manifestazione “Rumore per Gaza” che si è tenuta ieri sera davanti alla suggestiva Cascata Grande. Decine di cittadini, riuniti su iniziativa di diverse associazioni e gruppi civici, hanno voluto far sentire la propria voce, forte e chiara, per chiedere un immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e dire un sonoro “no” al riarmo.

L’evento, concepito come un flash mob pacifico, ma rumoroso, ha visto i partecipanti munirsi di fischietti, pentole e altri strumenti per produrre un fragore assordante, con l’intento preciso di “rompere il silenzio” calato su una situazione che gli organizzatori definiscono di sterminio del popolo palestinese. Anche la Cascata Grande si è tinta di rosso e le bandiere della Palestina e quelle della pace sventolavano in un’atmosfera di indignazione e solidarietà, in un momento di forte impatto emotivo e visivo.
Gli organizzatori hanno sottolineato che quanto sta avvenendo a Gaza non è una guerra, ma “un massacro di persone indifese, tra cui bambini, donne, anziani, giornalisti e medici” da

parte di un esercito superiore per mezzi e armamenti. Per questo, l’obiettivo principale della mobilitazione è stato quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità sulla necessità di agire immediatamente.
Le richieste dei manifestanti sono state precise e inequivocabili: la cessazione immediata delle aggressioni contro un popolo stremato. Un cessate il fuoco immediato e duraturo. Il pieno rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario. L’accesso umanitario continuo e senza ostacoli per le popolazioni affamate.
Promotrici dell’iniziativa sono state le associazioni “Schierarsi”, “Arcobaleno sul Liri”, “Comitato Poggio Stazione”, “TO Music”, “Assopace Palestina” e “Direzione Pace”, che hanno unito le forze con l’adesione di molti singoli cittadini. Il successo della manifestazione testimonia la crescente preoccupazione della comunità locale per una vicenda che non può più essere ignorata, come ribadito da uno dei partecipanti: “Non si può più stare in silenzio, guardare altrove. È ora di alzare la voce.”