Alcuni giorni fa proprio sulle colonne di questo sito abbiamo riportato la notizia degli avvocati Alfredo e Gabriele Scaccia che coinvolti in una storia di corruzione si sono visti sequestrare beni immobili e conti correnti. A questo da aggiungere la sospensione della attività forense. Per tale motivo i due avvocati, impossibilitati a fare fronte alle spese legali sono stati costretti a revocare i loro difensori Marco Cianfrocca, Armando Pagliei e Mario Scialla ed a chiedere al giudice di nominare un avvocato d’ufficio.
Non sapeva però l’ex presidente del Frosinone Calcio (nel suo curriculum Alfredo Scaccia vanta anche questo prestigioso incarico) che dopo quelle affermazioni si sarebbe scatenata una vera e propria gara di solidarietà tra i colleghi. Numerosi quelli che si sono messi a disposizione in sede di processo sia lui che il figlio Gabriele. La scelta è caduta sugli avvocati Lucio Marziale, amico di vecchia data della famiglia Scaccia e su Christian Alviani anche lui assiduo frequentatore di quel nucleo familiare che ha dato lustro alla città di Frosinone. Il padre di Alfredo, Gennarino Scaccia, rappresenta un pezzo di storia della politica locale. Tornando al processo la prima udienza prenderà il via il prossimo 26 settembre. Adesso i legali difensori dovranno cercare di smontare tutto il castello accusatorio nei confronti dei loro assistiti. I fatti risalgono al marzo scorso quando la Guardia di Finanza di Verbania accusò padre e figlio di corruzione finalizzata ad ottenere informazioni da poter utilizzare in alcuni procedimenti penali. Insieme agli Scaccia venne arrestato anche il maresciallo dei carabinieri Casolaro accusato di aver favorito i due imputati in cambio di denaro. Ma in sede di interrogatorio il militare ha sempre ribadito l’estraneità degli Scaccia per quanto riguarda quelle accuse infamanti. Davanti al magistrato inquirente avrebbe sostenuto di non aver mai preso del denaro da loro in cambio di favori. Alfredo e Gabriele Scaccia sono certi di poter dimostrare nel corso del processo la loro estraneità ai fatti contestati. Tutto, a loro dire, sarebbe scaturito da un macroscopico equivoco, una frase da un messaggio whatsapp a cui si era voluto dare una interpretazione ben lontana da quella che era la verità. Mar. Ming.
