“Il Consiglio di Stato ha respinto l’ennesimo tentativo della Regione Lazio di difendere l’indifendibile. È stata rigettata l’istanza con cui la Giunta Rocca chiedeva di sospendere gli effetti delle sentenze del TAR che avevano già bocciato la delibera regionale sul dimensionamento scolastico, contro cui si erano mobilitate famiglie, studenti e comunità educanti”. Lo dichiara Eleonora Mattia, consigliera regionale del Partito Democratico, componente della IX Commissione Istruzione e Diritto allo Studio.
Eleonora Mattia
“La conferma dello stop agli accorpamenti delle autonomie scolastiche, ad oggi 8 annullati sui 23 previsti per l’anno scolastico 2025/2026, è una sonora sconfitta per un governo regionale arrogante e sordo alle istanze dei territori – prosegue Mattia -. Siamo a pochi giorni dalla ripresa delle lezioni e centinaia di studenti e lavoratori della scuola si trovano nell’incertezza totale: mancano dirigenti scolastici, mancano indicazioni operative, manca una visione.
La responsabilità politica e amministrativa di questo caos è tutta della Giunta Rocca, che ha preferito forzare la mano anziché ascoltare e dialogare. Ora facciano un passo indietro, chiedano scusa alle comunità scolastiche e intervengano immediatamente per garantire il diritto allo studio alle ragazze e ai ragazzi del Lazio. Il tempo delle forzature è finito – conclude la consigliera -: è ora di tornare al rispetto delle regole e delle persone”.
La vicenda è approdata anche nel corso della seduta consiliare in corso questo pomeriggio. Sempre la consigliera Eleonora Mattia spiega: “Il Consiglio regionale del Lazio si arena sul dimensionamento scolastico. Dopo la discussione dell’ordine del giorno a mia firma, che proponeva lo stop agli accorpamenti delle autonomie scolastiche, tra l’altro coerentemente con il pronunciamento del Consiglio di Stato e le sentenze del Tar emesse ad oggi, la seduta è stata sospesa e poi chiusa definitivamente senza che l’odg fosse votato. Un episodio – aggiunge Mattia – che rende l’idea di una politica che abdica a se stessa, che non sa decidere, nemmeno per porre rimedio ai propri errori, per rispettare quanto indicato dalla magistratura e soprattutto quanto riportato di continuo dai territori. Auspichiamo che nella prossima seduta la destra abbia il coraggio di votare partendo da una reale capacità d’ascolto”.