Anagni – “Gaza, è tempo di scegliere da che parte stare”: l’appello dell’Accademia Bonifaciana

chiaro13
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“Non possiamo più restare in silenzio davanti all’orrore”. È con queste parole che l’Accademia Bonifaciana rompe il muro dell’indifferenza, con una dichiarazione ufficiale sulla questione di Gaza che è molto più di un documento: è un grido di allarme morale e civile, un appello accorato rivolto al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a tutto il Governo italiano.

Il testo è firmato da due autorevoli rappresentanti dell’Accademia: il Prof. Sante De Angelis, Rettore Presidente, Grand’Ufficiale dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, interlocutore referente presso la Pontificia Accademia di Teologia, docente universitario, giornalista e postulatore delle Cause dei Santi in Vaticano e Mons. Enrico dal Covolo, Presidente del Comitato Scientifico dell’Accademia Bonifaciana, Vescovo titolare di Eraclea, Rettore emerito della Pontificia Università Lateranense e Grand’Ufficiale dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Nella dichiarazione, l’Accademia denuncia senza ambiguità la tragica situazione nella Striscia di Gaza, definendola con parole nette: “Questo non è un conflitto: è un genocidio”. E chi resta in silenzio, secondo i firmatari, “è complice”. “Ogni immagine, ogni testimonianza, ogni grido che giunge da quel lembo di terra martoriato è un richiamo alla nostra coscienza”, si legge nella dichiarazione. La difesa della vita umana, della dignità e della pace deve prevalere su qualsiasi interesse geopolitico, economico o strategico. Per questo, l’Accademia chiede con forza l’immediata sospensione di ogni collaborazione militare, economica e politica con Israele, fino a quando non saranno cessate le operazioni contro la popolazione civile palestinese e non sarà riattivato un percorso credibile di pace e giustizia. Il documento non teme di rivolgersi direttamente alla politica italiana: “L’Italia non può continuare ad avere rapporti con chi si macchia di crimini contro l’umanità”. Una presa di posizione chiara, che richiama alle proprie responsabilità morali e storiche i rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee. La dichiarazione dell’Accademia richiama anche le parole forti e sofferte espresse negli ultimi mesi da numerosi rappresentanti della Chiesa cattolica: Papa Francesco, che ha ripetutamente chiesto il cessate il fuoco e l’avvio di una tregua duratura; Papa Leone XIV, che ha denunciato la “gravissima situazione umanitaria a Gaza”: il Cardinale Fernando Filoni, Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, che ha visitato Gaza e denunciato la violenza degli insediamenti e la mancanza di una pace fondata sulla giustizia; il Patriarca Pierbattista Pizzaballa, che ha ricordato: “Cristo non è assente da Gaza. È lì, crocifisso nei feriti, sepolto sotto le macerie”. L’Accademia Bonifaciana, da sempre impegnata nella promozione dell’identità, della cultura della pace e del dialogo tra i popoli, ribadisce che non è più il tempo delle mezze misure: “Ci sono momenti nella storia in cui non sono più possibili ambiguità né collocazioni intermedie: questo momento è giunto per Gaza”. E indica un passo concreto da assumere con urgenza: il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina da parte dell’Italia, seguendo l’esempio già dato dalla Santa Sede e in vista della Conferenza internazionale per l’attuazione della soluzione dei due Stati. Il messaggio si conclude con una richiesta chiara: che l’Italia sia esempio di umanità, coraggio e verità. Basta con l’indifferenza, basta con la diplomazia cieca, basta con il silenzio. Anna Ammanniti
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