Ferentino – La compagna lo accusa di maltrattamenti, ma era solo una ‘vendetta’: 70enne prima arrestato poi liberato

chiaro13
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Prima arrestato e poi posto ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Ma il suo arresto era scaturito soltanto da un desiderio di vendetta della sua convivente. L’accusa nei confronti di un 70enne di Ferentino era quella di violenza domestica.

Nello specifico l’uomo avrebbe maltrattato sia la compagna che la figlia aggredendole fisicamente e facendo vivere loro situazioni di grande prostrazione psicologica. Il provvedimento era stato eseguito dai carabinieri della compagnia di Anangi su ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Frosinone. Secondo le accuse il settantenne in più occasioni aveva picchiato le due donne vessandole e umiliandole. L’ultima aggressione culminata con il suo arresto si è verificata la notte del 5 luglio scorso quando l’uomo, secondo quanto riferito dalla coniuge, era penetrato nella loro abitazione dove avevano trovato rifugio e le aveva picchiate. Ma in quel contesto la donna si era ribellata riuscendo ad allertare i carabinieri della locale stazione. Ebbene nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto nei giorni scorsi, l’accusa è stata totalmente demolita con atti alla mano. L’avvocato di fiducia Tony Ceccarelli è riuscito a raccogliere elementi che hanno ribaltato completamente la situazione, a cominciare dalle foto del passato e recenti che sono state portate in visione davanti al magistrato e che dimostravano invece come in quella casa regnasse totale armonia. Ma il colpo di scena è arrivato quando la compagna ha dichiarato, subito dopo l’arresto dell’uomo, che aveva reso una dichiarazione falsa solo per vendicarsi del fatto che il suo compagno non tollerava che lei e la loro figlia avessero instaurato contatti con persone e ambienti dediti al consumo e alla cessione di sostanza stupefacente. Il Gip a quel punto, constatando che era stato smantellato tutto il castello accusatorio, ha rimesso in libertà il ferentinate. Mar. Ming.
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