Atina – Galleria di Capo di China ancora chiusa. L’allarme del Psi, Cedrone: “Valle di Comino isolata e tradita”

chiaro13
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Ospitiamo di seguito l’intervento del consigliere comunale di San Donato Val di Comino, Lorenzo Cedrone, coordinatore valligiano del Partito socialista italiano (Psi), che evidenzia tutte le criticità legate al perdurare della chiusura della galleria di Capo di China, sulla supestrada Sora-Casino, in territorio di Atina e punta il dito contro il silenzio caduto sulla vicenda, chiedendo risposte definitive e urgenti.

Loreto Cedrone
“Ci sono decisioni che feriscono più per come vengono prese che per ciò che impongono. Si spera nel confronto, ma poi le decisioni calano, secche e asettiche, come note di protocollo. È accaduto di nuovo: la Galleria Capo di China resterà chiusa. Una scelta che non tiene conto della vita quotidiana di un intero comprensorio. San Donato Val di Comino, come l’intera Valle, ha investito in un modello coerente di sviluppo: agricoltura di qualità, ospitalità diffusa, tutela del paesaggio. Una visione fondata sul rispetto del territorio e sull’apertura. Ma il rispetto, si sa, deve essere reciproco. E oggi, quel rispetto, non lo vediamo.
Enrico Pittiglio
Il sindaco Pittiglio, negli ultimi giorni, ha parlato di un calo medio del 70% del fatturato nel trimestre primaverile. Disdette, flussi turistici compromessi, costi di trasporto alle stelle. Tutto questo mentre la stagione estiva, che dovrebbe essere slancio, rischia di piegarsi sotto il peso di decisioni prese altrove. E non a caso, Pittiglio ha scritto ufficialmente al Presidente della Provincia, Luca Di Stefano, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo tecnico con Anas, enti locali e rappresentanti delle imprese coinvolte. Una richiesta che come Federazione del PSI rilanciamo con forza, perché senza confronto e chiarezza istituzionale queste scelte avranno solo l’effetto di danneggiare la coesione politica e sociale di una comunità che merita rispetto e progettualità. Già in occasione della prima chiusura della galleria, la consigliera comunale di Atina, Aurora Aprile (FdI) aveva espresso preoccupazione per l’impatto sul traffico e sulla sicurezza lungo le strade alternative, richiamando l’urgenza di un approccio istituzionale condiviso. Una voce che si unì, pur da posizioni diverse, a quella del sindaco Pittiglio e alla mia, in un quadro in cui la tutela del territorio superava, com’è giusto, le appartenenze di parte.
Aurora Aprile
Eppure, non tutto si muove nell’ombra. Solo pochi giorni fa, venerdì 11 luglio alla Tenuta Palombo di Atina, la Regione – con Arsial e le Università della Tuscia e La Sapienza – ha scelto la Valle di Comino come “laboratorio” per la Strategia Forestale Regionale. Un segnale concreto: il patrimonio boschivo come risorsa, la partecipazione come metodo. È la prova che, se si vuole, una politica che rispetti i luoghi e le comunità è possibile. Ma allora ci si chiede: perché quella stessa attenzione non si traduce in altre scelte, come la gestione della viabilità? Perché voci importanti restano sospese, quando basterebbe ascoltare? Le aziende agrituristiche, le attività commerciali, i piccoli produttori, tutti coloro che rendono viva questa Valle, si trovano schiacciati da costi di trasporto lievitati, viabilità alternativa logorata e, soprattutto, da una sensazione sgradevole: quella di non contare abbastanza.
Luca Di Stefano
Ma questa, diciamolo chiaramente, non è una semplice questione tecnica. È una questione politica. È il riflesso di un modello decisionale che esclude invece di includere, amministra senza conoscere, interviene senza ascoltare. Troppe volte, in questa Valle, le scelte vengono imposte da lontano. Non solo per le infrastrutture, ma anche nella costruzione delle narrazioni turistiche, dove il nome della Valle di Comino rischia di scomparire o di essere fagocitato in etichette che non le appartengono. Ma questa è un’altra storia. E il tempo per raccontarla arriverà, molto presto. Oggi però chiediamo cose semplici, doverose: un cronoprogramma vincolante per la riapertura della galleria; misure di sostegno per le imprese danneggiate; interventi urgenti sulle viabilità alternative. Non chiediamo trattamenti di favore. Rivendichiamo equità. La Valle di Comino lavora, accoglie, produce. E merita attenzione, non indifferenza. La Federazione Provinciale del PSI di Frosinone è presente. E qui, anche senza una sezione territoriale formalmente costituita, vive un gruppo di compagni che tiene alto il garofano socialista, non come decorazione nostalgica, ma come impegno civile. Quotidiano, serio, ostinato. La politica o è ascolto, o è amministrazione cieca. E noi continueremo a farci sentire. Con voce ferma, con spirito costruttivo, ma senza rinunciare alla verità. Anche quando è scomoda”.
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