Ad Anagni, la Badia di Santa Maria della Gloria torna al centro del dibattito cittadino. Con un video pubblicato da LiberAnagni sui social, si accendono nuovamente i riflettori su uno dei luoghi più rappresentativi del patrimonio storico e culturale locale, oggi tristemente segnato da incuria e abbandono.
A seguito di molteplici segnalazioni da parte dei cittadini, il gruppo civico aveva già sollecitato chiarimenti con un’interrogazione consiliare ad aprile. La risposta dell’Amministrazione “a breve riprenderanno i lavori” non ha però trovato riscontro nei fatti. Durante l’ultimo sopralluogo, spiegano dal gruppo, il sito si presentava in condizioni critiche: recinzioni divelte, coperture crollate, vegetazione invadente, materiali di cantiere abbandonati, impianti inattivi e persino un deposito di rifiuti poco distante. Il silenzio dell’Amministrazione ha lasciato spazio a quella della comunità. I commenti e i messaggi ricevuti dopo la pubblicazione del video dimostrano quanto profondo sia il legame tra gli abitanti di Anagni e la Badia: un luogo identitario, vincolato e parzialmente restaurato con fondi pubblici, oggi non solo trascurato ma potenzialmente pericoloso. Inserita nella Rete delle Dimore Storiche del Lazio, la Badia poteva diventare un centro di cultura, turismo e socialità. Tuttavia, nel Documento Unico di Programmazione 2024-2027 non figurano interventi finalizzati al completamento e alla valorizzazione del sito. Nessuna informazione ufficiale è disponibile su sicurezza, collaudi, destinazioni d’uso o piani gestionali. Il degrado della Badia non è solo fisico ma simbolico. È la testimonianza di una mancata visione politica e di un’amministrazione che, secondo LiberAnagni, continua a disattendere promesse. Eppure, nessun silenzio potrà soffocare il ricordo e la richiesta di riscatto da parte di cittadini che non vogliono dimenticare. Anna Ammanniti
