Posta Fibreno – Per errore, lo dichiarano morto. L’Inps sospende la pensione: ora è lui a dover dimostrare di essere vivo!

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(di Roberta Pugliesi) Michele, 78 anni di Posta Fibreno, è stato dichiarato morto per sbaglio, ma è vivo e vegeto. L’errore, surreale, nasce da una confusione di identità con il suocero realmente deceduto lo scorso febbraio.

Nella compilazione dei documenti funebri, è stato inserito per errore anche il nome di Michele in un atto di morte. Da lì, la burocrazia ha fatto il resto: l’INPS ha sospeso la pensione a partire da marzo, convinta che fosse deceduto. Nonostante sia in buona salute, Michele ora deve dimostrare allo Stato di essere ancora in vita. La sua vicenda ha assunto contorni grotteschi: si è persino presentato fisicamente all’INPS, ma non è bastato. Gli è stato chiesto un documento che certifichi che è vivo — un paradosso che sembra uscito da un’opera di Kafka o Pirandello. Il suo avvocato Antonio Lecce ha diffidato l’ASL di Frosinone, responsabile dell’errore, intimando la correzione e l’invio del certificato rettificato a INPS, INAIL e MEF. In caso contrario, si andrà per vie legali. Intanto Michele aspetta, intrappolato in un limbo burocratico: vivo per sé e per il suo paese, ma morto per lo Stato. Una situazione assurda che mescola ironia e amarezza, degna della miglior commedia all’italiana.
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