Frosinone – Peritonite non diagnosticata, Asl denunciata

chiaro13
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Sembrava una banale appendicectomia, un intervento che avrebbe comportato soltanto alcuni giorni di degenza. Invece, per un 55enne residente nel capoluogo ciociaro, non è stato così.

L’uomo, infatti, subito dopo l’operazione (effettuata nel 2017) è dovuto tornare di nuovo in sala operatoria a causa di una complicazione molto grave. I medici hanno riscontrato una peritonite stercoracea. Si tratta di una peritonite secondaria causata dalla perforazione del colon. Solitamente questo avviene nel caso di una occlusione intestinale cronica in cui le feci raggiungono la cavità peritoneale. E proprio a causa della fuoriuscita delle feci nell’addome, il 55enne ha rischiato la vita. I medici, per poterlo salvare, avevano dovuto sottoporlo ad un intervento di urgenza di resezione ileocolica. Nello specifico i chirurghi, che lo hanno sottoposto ad intervento, hanno dovuto togliere parte dell’intestino. A seguito di tali fatti, il paziente ha riportato una dilatazione dell’adomme molto importante. Ma al di là del fatto estetico, ha riportato problemi fisiologici che hanno condizionato letteralmente la sua vita. Inutile dire che l’uomo, che ha ravvisato un caso di malasanità, si è rivolto agli avvocati Enzo e Valerio Moriconi per essere rappresentato nelle opportune sedi. La perizia depositata dal CTU del tribunale di Frosinone avrebbe riscontrato la responsabilità da parte dell’Asl. Secondo quanto riportato nella relazione del perito è stato rilevato che l’intervento non era stato condotto in maniera adeguata e che quindi il paziente andrebbe risarcito. I legali di fiducia non hanno ancora quantificato la somma da richiedere all’Azienda Sanitaria Locale per il danno causato al loro assistito. Di certo, c’è che sono intenzionati ad avere giustizia chiedendo un congruo risarcimento. Mar. Ming.
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