VERSO IL CONCLAVE – Nuovo papa: crescono le quotazioni (dei bookmaker) per il cardinale Zuppi, fortemente legato alla Ciociaria

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(di Cesidio Vano) Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Mercoledì i cardinali entreranno in conclave per l’elezione del successore di papa Francesco. Dopo l’extra omens, cosa accadrà tra le isolatissime mura della Cappella Sistina è destinato, come sempre, a non appartenere alla cronaca e neanche alla storia.

ALL’ESTERO IMPAZZA IL TOTO-PAPA Lontano dagli affreschi di Michelangelo, però, già impazza il toto-papa e i bookmaker internazionali (in Italia è vietato scommettere sull’elezione del papa) lanciano e rilanciano le quote, man mano che giungono nuovi aggiornamenti, notizie o semplici rumors. Ed è così che, nel giro di pochi giorni, il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha visto le sue possibilità apprezzarsi e, di conseguenza, le quote pagate in caso di sua elezione al Santo Soglio (la citazione del ‘corto’ interpretato dal ciociaro Manfredi è voluta) scendere di molti punti. Lui evita di commentare, anche se incalzato dai giornalisti – “sono in apnea, peggio di Maiorca” la sua unica dichiarazione -, ma è attualmente il terzo porporato dato per favorito dopo il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e il ghanese Peter Turkson (che potrebbe essere anche il primo ‘Papa nero’ e per di più di nome Pietro – come il super favorito Parolin, del resto – dando così sfogo a tutte le profezie apocalittiche sull’ultimo papa, la fine del mondo e il ritorno di Cristo). LE ‘SANTE’ QUOTE A quanto riporta Agipronews, agenzie stampa specializzata in giochi e scommesse, il ghanese Peter Turkson, che l’agenzia di scommesse William Hill dava a 7, è sceso a 5; subito dopo c’è il ‘nostro’ Zuppi, passato da 9 a 6,50, seguito passo passo dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, che ora è quotato a 7,50 rispetto all’11 di inizio settimana. Ma si fa spazio, tra gli scommettitori, anche il cardinale francese Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia, ‘protetto’ di Bergoglio e come lui un outsider: il papa ‘francese’ paga 33 volte la posta. Il favorito, come detto, resta il segretario di Stato Pietro Parolin: la sua elezione viene pagata ‘appena’ 3,50 volte la posta. I SOCIAL IN FERMENTO Il quotidiano il Resto del Carlino ha anche rivelato il ‘peso’ dei cardinali sui social e quanto di loro si parla online: “Sui social è sempre Parolin in prima linea: stando a una ricerca di Arcadia, che ha monitorato le interazioni social aventi come oggetto il Conclave, il segretario di Stato incassa il maggior numero di interazioni su X, scalzando dal primo posto il cardinale filippino Luis Antonio Tagle (che anche lui vanta legami con Bologna, avendo scritto del Concilio Vaticano II). Zuppi, però, non molla e recupera consensi piazzandosi terzo in classifica. Un ottimo risultato considerando che non ha ancora creato profili personali ufficiali”. IL RAPPORTO TRA ZUPPI E LA CIOCIARIA Lo ricordiamo: il legame tra il 69enne arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, Matteo Zuppi, e la Ciociaria è molto profondo. Trasteverino e legato alla Comunità di Sant’Egidio, la sua famiglia è però originaria della provincia di Frosinone. La nonna paterna, Giovanna Stirpe, era nata a Veroli, dove viveva nel centro storico della città. Zuppi ha spesso frequentato Veroli in occasione di ricorrenze religiose, culturali e iniziative della Comunità Sant’Egidio. Anche per questo, nel 2021, ha ricevuto al cittadinanza onoraria verolana dall’allora sindaco Simone Cretaro. Ma a ‘Don Matteo’, come scherzosamente lo appella qualcuno, è stata conferita anche la cittadinanza onoraria di Trevi nel Lazio. Il padre, Enrico, giornalista e fotografo, per anni (fino al 1979 quando andò in pensione) direttore dell’Osservatore romano, infatti, aveva acquistato una villa agli Altipiani di Arcinazzo, nel comune di Trevi nel Lazio appunto, nel cui cimitero, inoltre, fece costruire la cappella funeraria della famiglia Zuppi, dove riposano avi e parenti del cardinale, che spesso ha visitato anche questo centro ciociaro.
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