Arpino – Paese sporco? Il dibattito “confronto” continua…

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Il consigliere delegato all’ambiente Antonio Venditti ed il consigliere delegato al decoro urbano Bruno Biancale probabilmente hanno preferito strumentalizzare e fraintendere quanto da descritto nei giorni scorsi su Tg24 nel servizio  (ARPINO – PAESE SPORCO, LA PROTESTA ESPLODE SUI SOCIAL ) piuttosto che rispondere ai quesiti avanzati dai cittadini. Non hanno saputo ribattere con i fatti ma si sono limitati a spostare l’attenzione su un argomento ben diverso, quello della raccolta differenziata, mentre noi riportavamo alcune delle numerosissime lamentele avanzate dai residenti rispetto al degrado in cui versano i vicoli, in particolar modo, del centro storico di Arpino.

Rimane l’inconfutabile e triste realtà di un paese sporco a causa del servizio di spazzamento che non viene garantito. I delegati Venditti e Biancale non smentiscono quanto evidenziato, ma si riducono ad offendere chi attraverso i social alza la voce, e chi cerca attraverso un giornale online di dare voce ai cittadini, auspicando la soluzione o smentita dei punti evidenziati e non altro. La stessa replica dei delegati è la conferma alla degradante condizione in cui viene mantenuto il paese di Arpino. Il servizio da noi riportato non entra in merito alla raccolta differenziata oppure ad eventuali “favoritismi” (?) ma descrive in maniera dettagliata quanto i residenti siano stanchi di dover chiedere e richiedere un servizio di spazzamento già onorato dagli utenti e che effettivamente non funziona. Il tema è già stato argomentato, in parecchie occasioni, non solamente dalle diverse agenzie di stampa ma anche dai rappresentanti dell’opposizione. Non è opportuno offendere chi cerca di informare, o prova a testimoniare il malessere della cittadinanza. I politici in teoria hanno l’obbligo di dare spiegazioni agli arpinati rispetto all’impegno assunto. Non rispondere ai cittadini, questa si che è malafede! Ci rivolgiamo al consigliere delegato all’ambiente Antonio Venditti ed al consigliere delegato al decoro urbano Bruno Biancale invitandoli alla chiarezza ed a fare luce sull’argomento: considerato che hanno dichiarato di essere “cristallini, senza zone d’ombra ed aperti al confronto e non alla menzogna” dovrebbero spiegare ai cittadini di Arpino in che maniera vengono spesi i 123mila euro previsti dal piano TARI per la pulizia e lavaggio delle strade pubbliche, e gli altri 129mila euro dei costi amministrativi per l’accertamento della riscossione. Un totale di 252mila euro, circa mille euro al giorno se si considera che il servizio di pulizia è a carico del Comune nei giorni feriali. Come viene impiegata questa somma? Quanti sono realmente gli operatori ecologici impegnati nel servizio, escludendo gli LSU il cui stipendio non esce dalle casse comunali? In quale misura temporale e con quale costanza è previsto lo spazzamento del paese? Perché le tariffe TARI non vengono abbassate nonostante Arpino sia una delle città più virtuose nella raccolta differenziata? Rimaniamo in attese delle vostre autorevoli risposte. Concludiamo allegando una delle innumerevoli testimonianze (nella foto in evidenza), postata sui social in data 8 agosto 2017, che riguarda via Graca, e non l’immagine di un bel faccino sorridente che solitamente siamo abituati a vedere nei comunicati slogan. Potete stare tutti sereni, infine, non è intenzione di chi scrive per questo giornale online candidarsi alla prossima tornata elettorale. Ribadisco ancora una volta di non avere mire in tal senso poiché non sono capace di giocare sporco. Sara Pacitto NOTA DEL DIRETTORE Il confronto tra politica e il pianeta mediatico è sempre utile e costruttivo, ma non deve mai e ribadisco mai scaturire nell’insulto gratuito. Da un lato ci sono rappresentanti del popolo, o di una parte di esso, sia in ambito locale che regionale e nazionale. Dall’altra chi cerca di raccontare, secondo la propria visione la realtà dei fatti. A torto o ragione però la cosa non può e non deve diventare personale. Per quello che riguarda il confronto su Tg24 di questi giorni che ha visto la nostra collaboratrice e due rappresentanti amministrativi di Arpino, città che seguiamo con interesse e del quale abbiamo sempre elogiato le attività, l’impegno e le iniziative, oltre chiaramente che le difficoltà, i disagi e le divergente politiche, non ritengo giusto che dal civile confronto, specie se di divergenti opinioni si passi alle accuse personali, infangando il nome di una donna, mamma e soprattutto arpinate.  C’è un principio comune in Italia che riguarda la “libertà di stampa”, così come esiste il diritto di replica, rettifica e il confronto civile e costruttivo.  Abbiamo fatto un plauso ai successi ed abbiamo bacchettato i fallimenti e nel caso di Sara Pacitto come portavoce e mai da protagonista, interpretando fedelmente senza mai assumere una posizione. Non è deontologicamente e umanamente corretto asserire ad una giornalista di “scrivere sotto dettatura”; ecco perché alla vigilia di una campagna elettorale che si preannuncia molto intensa e accesa anche per Arpino, è giusto confrontarsi e invitiamo i consiglieri Venditti e  Biancale a replicare e documentare quanto da Tg24 sostenuto. Ogni ulteriore dichiarazione non ha interesse per i cittadini di Arpino, che vorrebbero solo vedere migliorata la propria realtà quotidiana. Nel pieno rispetto e nel civile confronto tra politica e informazione. Alessandro Andrelli   LEGGI ANCHE http://www.tg24.info/arpino-arpino-paese-di-barbari-a-noi-non-risulta-replica-di-venditti-e-biancale/  
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