Parco – Dopo gli orsi, il Pnalm conta i camosci. Ecco i dati relativi allo scorso anno: 629 esemplari e 141 nuovi nati

chiaro13
3 MIn Lettura
Come ogni anno, anche nei mesi estivi ed autunnali del 2024, il personale del Servizio Scientifico, Guardiaparco, Carabinieri Parco e volontari del Servizio Civile hanno portato a termine il monitoraggio numerico della popolazione di camoscio appenninico nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.

Dopo gli orsi (leggi qui) il parco conta i camosci che vivono nel proprio territorio. “Il camoscio appenninico – spiegano dal Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise – è un endemismo dell’Appennino Centrale, un animale unico al mondo che ha rischiato l’estinzione nel secolo passato. Il Parco realizza ogni anno attività di monitoraggio sulla popolazione attraverso sessioni di conta utili per determinare il numero minimo di individui e calcolare i parametri vitali della popolazione. Le sessioni sono condotte separatamente nell’areale storico del camoscio e nell’area del Monte Marsicano, area di più recente espansione. Il conteggio degli individui è stato svolto in otto giornate, ripartite in due sessioni: estiva ed autunnale, nei diversi settori del Parco in cui sono presenti questi splendidi animali”. , , . I dati ottenuti sono stati poi elaborati dal personale del Servizio Scientifico del Parco, ed è emerso come l’andamento complessivo della popolazione si mostra stabile, al pari di quello della popolazione storica (Camosciara-Petroso-M. Amaro, Meta-Tartari, Rocca Altiera, Gravare e Mainarde molisane-laziali), mentre l’andamento nel settore del Marsicano mostra ancora una tendenza positiva. “Il tasso di sopravvivenza dei capretti nati lo scorso anno (recruitment) – aggiungono dall’area protetta – è del 65% nell’areale storico e del 53% nell’areale del Marsicano, in linea con quanto stimato lo scorso anno e con quanto riportato in letteratura. Negli ultimi dieci anni va considerato che nell’area del marsicano il tasso di recruitment mostra una media di quasi l’80%, un valore estremamente alto, mentre nell’areale storico negli ultimi anni la media mostra una tendenza positiva. Per quanto riguarda il dettaglio delle singole aree è positivo notare che nei settori di Rocca Altiera, Gravare e Mainarde si osserva un incremento nell’ultimo decennio della popolazione di camoscio”.
Condividi questo articolo
Nessun commento