(di Cesidio Vano) Dalle 10.00 di questa mattina, associazioni, comitati e liberi cittadini stanno manifestando a Vulci, antica città etrusca nel territorio di Canino e di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, nella Maremma laziale, per dire no al Deposito nazionale di rifiuti radioattivi nella Tuscia.
Va infatti ricordato che dei circa 50 siti idonei per ospitare il deposito, indicati dalla Sogin, ben 21 si trovano nella provincia di Viterbo e molti di questi nel comune di Montalto di Castro, dove fino al 1987 (dopo la vittoria dei ‘No’ al primo referendum sul nucleare) sono stati stoppati i lavori di costruzione della centrale elettronucleare ‘Alto Lazio’ a due reattori. A spiegare le regioni dei “No scorie” è il sindaco di Tarquinia Francesco Sposetti, in prima linea assieme al primo cittadino di Montalto di Castro: «Il Comune di Tarquinia – spiega Sposetti – parteciperà alla manifestazione organizzata da associazioni, cittadini, comitati civici e realtà locali per ribadire la ferma opposizione alla possibile realizzazione del Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi nella Tuscia. L’iniziativa svolge nel Parco naturalistico e archeologico di Vulci, un luogo che rappresenta l’incontro perfetto tra storia, arte e natura, simbolo delle bellezze culturali e paesaggistiche della nostra provincia. È importante esserci per difendere la salute dei cittadini, la vocazione agricola, turistica e culturale del nostro territorio”. Da Italia Nostra, sezione Etruria, aggiungono: «È stato predisposto un itinerario completamente accessibile per chi ha difficoltà motorie. La manifestazione si snoderà all’interno di uno dei luoghi più straordinari del nostro Paese: un paesaggio che intreccia archeologia, natura e tradizione. Vulci è l’antica metropoli etrusco-romana, dove ancora oggi si possono ammirare templi, domus, necropoli monumentali e i preziosi reperti custoditi nel Museo archeologico. Ma Vulci è anche una natura viva e potente, fatta di canyon scavati dal fiume Fiora nella roccia vulcanica, di pianure aperte dove pascolano cavalli bradi e vacche maremmane, di boschi e sponde fluviali popolate da cinghiali, lepri, istrici e, in primavera, dai voli colorati dei gruccioni. A fare da cornice al corteo sarà il suggestivo castello della Badia, che veglia sul parco e sul ponte etrusco da secoli. E a chiudere simbolicamente la manifestazione saranno i cavalli e i cavalieri della Maremma, che entreranno nel parco con la loro fierezza e il loro legame secolare con questa terra. Non sarà solo un giorno di protesta, ma un grande momento di unione popolare, immerso nella bellezza di un territorio che parla da sé. La Tuscia si muove. Insieme. Per difendere la propria terra». Posizione ferma anche da parte della Fondazione Bio-distretto della Via Amerina e delle Forre Ets: «Arriviamo a questa mobilitazione di Vulci dopo settimane e settimane di iniziative e confronti in decine e decine di comuni, con associazioni di categoria e in primo luogo con quel mondo agricolo che è grande parte della nostra struttura produttiva e sociale. Ci conforta arrivare a questa importante mobilitazione con la certezza di un forte consenso popolare e con una rete organizzata di comitati contro le scorie e di Biodistretti che rappresentano un grande patrimonio sociale ed organizzativo che sarà preziosissimo nella resistenza della Tuscia alla discarica nucleare». (Foto d’archivio)
