Con l’ordinanza numero 117 del 9 giugno 2016 il Comune ha stabilito alcune regole per evitare, dopo la processione di S. Antonio, insidie e pericoli per la circolazione veicolare e pedonale derivanti dalla cera delle candele sulla pavimentazione stradale.

Nella ordinanza si specifica che “I partecipanti al corteo religioso dovranno utilizzare
flambeaux e ogni altro tipo di supporto che eviti la caduta delle cera a terra. Un accorgimento importante, che tutti dovranno osservare, a tutela dell’incolumità dei cittadini. L’amministrazione comunale chiede la collaborazione in tal senso da parte dei fedeli”. Un appello che, come prevedibile, ha suscitato un
vespaio. Dopo ogni processione,
si registrano cadute ed incidenti dagli esiti talvolta gravi. La cera riduce l’attrito delle ruote sull’asfalto, auto e moto vanno fuori strada con effetti catastrofici. Restano naturalmente gli
strenui difensori delle tradizioni, disposti a tutto pur di
non rinunciare al maxi cero simbolo di devozione. Sabato 18 sera potrebbero esserci dei trasgressori, protagonisti di una sfida che sarà difficile, per le “divise”, dirimere senza polemiche e strascichi.
Jackal