Veroli – Presentato importante accordo per la valorizzazione integrata del patrimonio culturale e museale del territorio

Irene Mizzoni
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Un progetto coordinato e condiviso di promozione territoriale: queste le premesse poste alla base dell’accordo per la valorizzazione integrata del patrimonio culturale e museale del territorio comunale di Veroli siglato tra il Comune di Veroli, la Direzione regionale Musei nazionali Lazio, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le Province di Frosinone e Latina, la Diocesi di Frosinone- Veroli- Ferentino e la Congregazione del Sacro Ordine Cistercense di Casamari.

L’obiettivo dell’intesa, appunto, mettere a dialogo competenze e pertinenze di più realtà per favorire il consolidamento di una rete culturale propria del territorio così da potenziarne conoscenza e diffusione attraverso progetti di ampio respiro. L’accordo è stato presentato venerdì 4 Aprile, presso la Sala del Granaretto dell’Abbazia di Casamari in occasione della prima conferenza del ciclo “Dall’abbazia al territorio. Casamari oltre il monastero”. Attraverso gli interventi degli attori presenti, sono stati profilati natura e finalità dell’accordo. Ad aprire il tavolo degli interventi, moderato dal Direttore del Museo archeologico nazionale dei popoli italici “Amedeo Maiuri” di Veroli, Alessandra Gobbi, Dom Loreto Camilli, Abate di Casamari: “Abbiamo sottoscritto questo accordo con la necessità e la volontà di fare rete, non volendoci sentire come atomi isolati nel nostro stesso territorio. Questo progetto sarà inoltre uno strumento utile per la cittadinanza per far sedimentare la consapevolezza di avere un tesoro da conoscere, apprezzare e custodire e per promuovere la crescita di una comunità unita.” Elisabetta Scungio, Direttore regionale Musei nazionali Lazio – Ministero della Cultura, portando i saluti del Soprintendente Alessandro Betori, ha così inquadrato quanto siglato: “Questo accordo è il naturale sviluppo dell’effervescenza culturale che possiamo respirare su questo territorio, nel quale la presenza statale sta diventando sempre più forte, ne è un esempio l’evoluzione che in pochi anni ha interessato Palazzo Marchesi Campanari. Quello che stiamo vivendo qui può essere definito come un modello virtuoso di gestione dei beni culturali dove si concretizza la collaborazione fattiva di diverse realtà. L’idea è quella di fare sistema, con l’obiettivo di connettere i luoghi della cultura di ogni genere per migliorarne la fruibilità generale. Una rete in cui la cooperazione sul territorio è il campo d’azione di diverse istituzioni”.  Il Sindaco Germano Caperna ha posto l’accento sul peso specifico di questa intesa: “Se l’accordo è un atto amministrativo, mi preme sottolinearne il valore simbolico: è la sintesi di un percorso di avvicinamento tra le istituzioni, è un patto per la comunità. Il format che abbiamo sposato per la nostra Città potrà sicuramente essere proposto in altre realtà: istituzioni che parlano e che lavorano in sinergia. La prospettiva di dialogo tra gli attori del territorio nella prospettiva in cui il lavoro di uno rafforza il valore dell’altro. Un patto che, in un anno come quello giubilare, si connota con ancor maggior valore.” Paola Apreda, incaricata diocesana per i beni culturali della Diocesi di Frosinone – Veroli – Ferentino, salutando la platea a nome di S.E. Monsignor Ambrogio Spreafico, ha specificato come “L’accordo che si presenta ha trovato da subito la favorevole accoglienza da parte di Sua Eccellenza che ha da sempre sostenuto l’importanza della condivisione di intenti e del lavoro comune per un’azione concreta di cura, valorizzazione e promozione del patrimonio storico artistico della Diocesi. Si tratta di un’opportunità reale per ampliare l’offerta culturale di un territorio che ha una densità e pluralità non comune, dando forma concreta allo spirito dell’Intesa, o meglio delle Intese del 1996 e del 2000, strumenti necessari ed efficaci ormai per la cura condivisa del patrimonio culturale ecclesiastico.”
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