Estorsione e revenge porn, queste le accuse per le quali sono finiti sotto processo un trentenne di Castro dei Volsci, un 31enne residente nella capitale e un 28enne di Ceccano.
Secondo le accuse, per quattro lunghi anni – vale a dire dal 2016 al 2020 – i due avrebbero tenuto sotto scacco dodici ragazzine minorenni (tra queste anche una tredicenne) tutte residenti in Ciociara. Ieri mattina sul banco dei testimoni è salita la cugina di una delle vittime, all’epoca dei fatti poco più che maggiorenne. La teste ha riferito davanti ai giudici del Tribunale di Frosinone che, a causa di quella situazione, la parente, che le aveva confidato quello che stava passando, era caduta in uno stato di grave depressione, arrivando a non alimentarsi più ed a non avere più cura della sua igiene personale. Aveva il terrore che i genitori scoprissero quelle foto a “luci rosse” che le avevano estorto. La cugina della vittima ha riferito che attraverso profili anonimi su Messenger le chiedevano addirittura foto “su commissione”. Nello specifico le ordinavano le posizioni che doveva assumere nelle foto. Viceversa, se non obbediva a quegli ordini, la terrorizzavano dicendole che loro erano degli hacker che avrebbero prosciugato i conti correnti dei familiari ed avrebbero fatto in modo che questi ultimi sapessero di quelle immagini che giravano sul web. La teste ha dichiarato che tutti sapevano che c’erano numerose ragazze vessate da queste persone. Purtroppo, le malcapitate non avevano capito che, inviando una prima foto per far sì che finissero le richieste, era l’inizio della fine. Una volta ottenuta la prima immagine o il primo video, iniziavano i ricatti dicendo che se non inviano altro materiale avrebbero pubblicato quello che avevano già in mano. Agli imputati, va detto, oltre che al revenge porn viene contestato loro anche l’estorsione in quanto le ragazze sarebbero state costrette a cedere alle loro richieste. Prossima udienza il 14 aprile. Nel collegio difensivo gli avvocato Tony Ceccarelli, Pietro Polidori ed Enrico Toninelli. Mar. Ming.
