Prima aveva aggredito la moglie davanti ai figli, dopo, realizzando in quale situazione si era messo e intuendo che da lì a poco le forze dell’ordine lo avrebbero raggiunto e fermato, aveva tentato il suicidio gettandosi sotto ad un treno. Ad evitare la tragedia erano stati i carabinieri, che allertati dalla moglie e che lo stavano cercando.
I fatti risalgono al dicembre dello scorso anno, quando l’uomo, un operaio di 40 anni residente nella città dei Papi e separato dalla moglie da poco tempo, aveva scavalcato il cancello di casa e, dopo aver bussato insistentemente alla porta della coniuge, era riuscito ad entrare nell’abitazione. Una volta all’interno, però, aveva iniziato a dire che per lei sarebbe stata la fine, che era una poco di buono e che per tutto il tempo che erano stati insieme (più di dieci anni) lo aveva soltanto sfruttato. La donna, impaurita da quelle parole, lo aveva invitato ad andarsene, ma l’uomo aveva continuato a minacciarla e ad aggredirla fisicamente, dicendo alla bambina di soli otto anni che era tutta colpa della madre se non potevano stare insieme. La moglie, temendo che l’uomo potesse mettere in atto gesti inconsulti, aveva allertato i carabinieri. Ma quando i militari erano arrivati sul posto, l’operaio si era già allontanato. Il 40enne era stato trovato alla stazione ferroviaria, mentre stava cercando un convolglio in transito per gettarsi sulle rotaie. Fortunatamente, i militari erano riusciti a bloccarlo prima che potesse mettere in atto l’insano gesto. Adesso l’anagnino è finito davanti al Gup per il reato di maltrattamenti in famigllia. La moglie, parte offesa in questa vicenda, è rappresentata dall’avvocato Antonio Ceccani. Mar. Ming.
