“La Gola Tossica del cassinate”, l’ha chiamata così il presidente ANSMI, Sezione provinciale di Frosinone-Cassino, Edoardo Grossi, che ha dato notizia l’attività svolta, ieri, da un’Unità dell’Ansmi che è scesa nella gola, di circa quaranta metri, per documentare da vicino uno smaltimento illecito di rifiuti speciali e tossici, insieme alla RAI.

Spiega l’ambientalista: “Uno smaltimento illegale di rifiuti speciali e tossici che rappresenta una minaccia grave e persistente per l’ambiente per tutto il cassinate. Centinaia di tonnellate di rifiuti pericolosi sono stati abbandonati, in una gola, in parte sepolti dalla vegetazione, senza alcuna misura di sicurezza, provocando danni irreparabili all’ecosistema e alla salute umana.
Tra questi rifiuti troviamo prodotti chimici industriali, rifiuti elettronici, sostanze sconosciute, batterie di auto datate 2014, carcasse di auto e carcasse di animali, materiali contenenti metalli pesanti, fusti di diluente, poliuretano e tanti, tantissimi sacchi chiusi. Queste sostanze, se non gestite correttamente, possono contaminare il suolo, l’acqua e l’aria, compromettendo la biodiversità e contribuendo al diffondersi di patologie gravi.
Senza un intervento concreto e coordinato, Comune, Regione e Governo – aggiunge -, il fenomeno rischia di peggiorare ulteriormente, con conseguenze catastrofiche. Sotto quelle decine di metri di rifiuti ci sono le sorgenti che alimentano il fiume Rapido creando uno dei bacini tra i più grandi d’Europa che si estende da Sant’Elia e Cassino.

Le acque nelle falde sono state e continuano tutt’ora a veicolare, velocemente, le sostanze tossiche verso il mare, imbrattando e creando un tutt’uno: terra, acqua e veleni. Le sostanze chimiche nocive da quarant’anni si saranno già infiltrate nel terreno, alterando la composizione chimica del suolo e rendendolo inadatto alla coltivazione agricola. Inoltre – conclude -, queste sostanze vengono facilmente assorbite dalle piante, entrando così nella catena alimentare e mettendo a rischio sia gli animali selvatici che gli esseri umani. Bisogna che chi ha la responsabilità della salute della popolazione, avvii, nel frattempo che arrivino fondi per la bonifica, degli accertamenti a vasto raggio, per capire lo stato di salute del territorio.
Ma soprattutto chiudere quella strada e consegnare le chiavi agli aventi diritto”.