Morolo – Una ‘montagna’ di rifiuti sequestrata, ma la colpa è della burocrazia: il giudice fa togliere i sigilli

chiaro13
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Tredicimila tonnellate di rifiuti non smaltiti. Tanto il cumulo di immondizia rinvenuto dai carabinieri della Forestale alcuni mesi fa in un impianto di smaltimento ubicato a Morolo. Per tale motivo i militari avevano proceduto al sequestro di tutta l’area.

Una decisione che era stata adottata per evitare pericoli di contaminazione all’ambiente. I carabinieri della Forestale, sempre molto attenti al problema dell’inquinamento ambientale, una volta scovato quel deposito che sembrava fosse abbandonato, hanno proceduto al sequestro. Il rappresentante legale di quell’impianto è stato denunciato per abbandono di rifiuti. Secondo la procura non sarebbe stato ottemperato il deposito temporaneo di tutta quell’immondizia. Quest’ultima, per legge, deve essere stoccata entro un periodo stabilito. Invece nel caso di specie era rimasta in quel deposito per troppo tempo mettendo a rischio l’incolumità pubblica. Nei giorni scorsi però gli avvocati difensori Nicola Di Tomassi e Antonio Perlini sono riusciti ad ottenere il dissequestro dell’intera area. I due legali hanno dimostrato che il loro assistito aveva chiesto una modifica dell’impianto non sostanziale e che era in attesa delle autorizzazioni AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). E proprio il ritardo di queste autorizzazioni avevano causato un accumulo di tutti quei rifiuti che ha portato in seguito i carabinieri della Forestale a sequestrare l’intero impianto. Mar. Ming.
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