Guarcino – Tre fratellini tolti ai genitori: bufera sul Tribunale di Frosinone e interrogazione al ministro Nordio

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(di Cesidio Vano) Da un anno e tre mesi non vivono più con i loro genitori e possono vederli sono rarissimamente, spesso senza poter avere contati con loro.

La storia arriva da Guarcino e ha avuto inizio nel novembre 2023. Tre fratellini, su ordine del Tribunale di Frosinone e in base ad una consulenza tecnica ordinata dai giudici, sono stati allontanati da casa e collocati in una struttura a 100 chilometri di distanza. Da quel momento, non hanno più potuto vedere i loro genitori né le sorelle più grandi. Nemmeno dopo che lo stesso Tribunale ha stabilito la piena capacità genitoriale di madre e padre la situazione è cambiata. È capitato che i 3 bambini abbiano potuto rivedere i genitori durante le udienze in tribunale, ma è stato impedito ogni contato tra loro.
Gian Marco Centinaio (Lega)
Una triste storia, a tratti poco comprensibile, che è finita ora in un’interrogazione al ministro Carlo Nordio (nella foto grande) presentata dal senatore della Lega, Gian Marco Centinaio, che solleva anche dubbi sulle modalità operative tenute dal tribunale e dagli altri soggetti coinvolti. Modalità che potrebbero essere “in contrasto col superiore interesse dei minori e condannate dalla stessa giurisprudenza di legittimità”. Ecco il testo dell’interrogazione, reso pubblico nella seduta del Senato dello scorso 18 febbraio, dal quale si apprendono altri particolari sulla vicenda. Si attendono ora i chiarimenti del Ministro e gli accertamenti che gli uffici di Palazzo Piacentini vorranno eventualmente fare sulla vicenda: “Centinaio – Al Ministro della giustizia.Premesso che: secondo quanto appreso dagli organi di stampa, nel 2023 il Tribunale di Frosinone avrebbe deciso di collocare in casa famiglia tre fratellini, separandoli dai genitori e dalle due sorelle più grandi; tale decisione sarebbe stata presa, sempre secondo quando desumibile dagli organi di stampa, senza attendere l’esito della disposta consulenza tecnica e sulla base di elementi estranei agli atti di indagine; i fratelli sarebbero stati prelevati dal proprio domicilio, a novembre 2023 con l’uso della forza pubblica, e trasferiti in una casa famiglia a oltre 100 chilometri di distanza; per un periodo di tre mesi i bambini non avrebbero potuto avere contatti con padre, madre e sorelle; i minori, secondo quanto successivamente ricostruito, avrebbero poi incontrato il padre solo nel corso di una pubblica udienza e senza che fosse concesso il minimo contatto affettivo;
L’aula del Senato della Repubblica
si tratta di modalità operative dichiarate più volte in contrasto col superiore interesse dei minori e condannate dalla stessa giurisprudenza di legittimità; ad oggi a distanza di oltre un anno, i tre fratellini risiederebbero ancora in casa famiglia e avrebbero la possibilità di vedere padre e le sorelle maggiori solo per una volta a settimana, sotto la supervisione degli operatori e nonostante entrambi i genitori siano stati dichiarati perfettamente idonei alla genitorialità, nonostante il servizio sociale competente abbia più volte sostenuto la necessità del rientro dei minori presso la casa familiare; la casa famiglia che ospita attualmente i bambini, ha inoltre presentato al Comune di Guarcino la richiesta di pagamento per oltre 73.000 euro con evidente incidenza sul bilancio comunale; la vicenda, come riportato dai mezzi di stampa, ha suscitato numerose reazioni di sdegno nell’opinione pubblica, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e se non ritenga opportuno avvalersi dei poteri ispettivi previsti dalla normativa fine di verificare: le modalità di adozione dei provvedimenti di collocamento extrafamiliare e la loro conformità o meno alle norme, alle buone prassi vigenti e al superiore interesse dei minori; le modalità di assunzione e valutazione delle volontà espresse dai minorenni e la loro conformità o meno alla normativa vigente interna ed internazionale”.
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