(di Dario Facci) Il capogruppo del Partito Democratico al Comune di Frosinone, Angelo Pizzutelli, ha rassegnato le sue immediate dimissioni dall’incarico.
Ha addotto le motivazioni che lamentava da tempo: poca considerazione da parte della dirigenza provinciale della situazione e del Comune di Frosinone; scarsa, per non dire nulla, azione politica a fronte di una spasmodica tattica e strategia congressuale; preferenza di altre realtà a quella frusinate per qualsiasi tipo di iniziativa; ignorato ancora una volta il suo peso elettorale anche nella rappresentanza della segreteria. Non molto tempo fa, a firma anche dei consiglieri Venturi e Cristofari, aveva inviato una lettera aperta alla dirigenza del partito proprio per fare presente la necessità di una maggiore considerazione del Capoluogo e della sua situazione politica. Secondo alcuni la goccia che avrebbe fatto traboccare l’acqua dal vaso sarebbe stata la recentissima visita congressuale organizzata da AreaDem con l’europarlamentare Dario Nardella e la consigliera regionale Emanuela Droghei, a Paliano, Veroli e Ferentino. Soprattutto a Veroli, addirittura eletta da Nardella come sede di un importante convegno internazionale sulle politiche rurali. “Insomma, Frosinone è il capoluogo, che diamine!” Il gesto clamoroso di Pizzutelli che, da oggi, abbandonata la carica rappresentativa, può sentirsi libero di fare quello che gli pare, ovviamente ha lasciato pensare a qualsiasi scenario. Tutte le possibilità sono aperte nella situazione nella quale si trovano maggioranza e opposizione nel Consiglio Comunale di Frosinone. Qui, com’è noto, è in corso una ridefinizione piuttosto arzigogolata degli equilibri, ogni posizione è divenuta lecita e possibile, come ogni tipo di accordo senza che alcuno possa gridare allo scandalo. Proprio il PD provinciale ha inaugurato la lunga serie di accordi con partiti di destra.
