IL CASO – Gas: istruttoria dell’Antitrust su Italgas. Anche l’Atem Frosinone 2 tra quelli attenzionati dall’Agcm

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(di Cesidio Vano) L’acquisizione da parte di Italgas della società 2i Rete Gas, conclusa lo scorso mese di ottobre, è finita al centro di un’istruttoria avviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm). Per l’Authority guidata da Roberto Rustichelli è necessario approfondire i profili relativi ad un’eccessiva sovrapposizione, in alcuni territori e in alcune concessioni, tra i due operatori “con effetti potenzialmente distorsivi per la concorrenza”.

Tra gli Ambiti Territoriali Ottimali per distribuzione gas naturale (Atem) interessati dall’acquisizione c’è anche quello di Frosinone 2, ovvero la distribuzione del gas nella parte Est della provincia e che ha per capofila la Provincia di Frosinone. Nell’ultimo bollettino settimanale dell’Autorità si dà notizia che l’Antitrust ha deciso di avviare l’istruttoria sull’operazione di acquisto di 2i Rete Gas da parte di Italgas, segnalando anche le osservazioni pervenute sull’operazione e sui suoi potenziali effetti da parte di Assogas, Acea, Ascopiave, Hera e Anima. I provvedimento di avvio dell’istruttoria spiega che l’operazione, finalizzata al controllo esclusivo di 2i Rete Gas, costituisce una concentrazione e riguarda principalmente il settore della distribuzione gas dove l’unica forma di concorrenza possibile è quella relativa alla partecipazione alle gare d’ambito per l’affidamento delle concessioni venute a scadenza. Sono 32 gli Atem sulle cui concessioni l’Agcm sta puntando i fari e in cui ciascuno dei due operatori (Italgas e 2i Rete Gas) controlla una quota pari ad almeno il 20%. Oltre quello già detto di Frosinone 2, ci sono quelli di: Agrigento, Bari 2, Benevento, Brescia 5, Caltanissetta, Campobasso, Caserta 2, Catania 1, L’Aquila 2, Mantova 2, Massa Carrara, Matera, Messina 2, Milano 2, Napoli 2, Novara 2, Padova 2, Padova 3, Potenza 1, Potenza 2, Ragusa, Reggio di Calabria-Vibo Valentia, Roma 4, Roma 5, Salerno 1, Salerno 3, Teramo, Torino 6, Trapani, Varese 1, Viterbo. Come riporta anche il Sole24Ore, riassumendo il provvedimento dell’Authority, in questi ambiti “l’operazione potrebbe comportare l’eliminazione di uno dei pochi plausibili concorrenti in sede di gara e causare, quindi, una restrizione concorrenziale diretta con il risultato di detenere una posizione di vantaggio in sede di gara talmente pronunciata, che potrebbe scoraggiare anche potenziali concorrenti terzi dalla partecipazione alla procedura. Ergo: in questo caso l’operazione potrebbe avere effetti rilevanti sul profilo concorrenziale del mercato”.
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