Congresso Pd Frosinone – Una saga familiare con finale da separati in casa

chiaro13
5 MIn Lettura
(di Dario Facci) L’eterna fase congressuale del Partito Democratico della provincia di Frosinone diventa addirittura appassionante nell’imminenza del suo estremo compimento. Una vera e propria saga, una storia familiare che travalica le generazioni, la percezione del tempo e dello spazio, per concludersi in un bagno di sangue anche se, secondo la liturgia di quel partito, non deve sembrare.

L’ACCORDO ANTI CAMPO LARGHISSIMO SUL GIOVANE MIGLIORELLI La ultime tre puntate dell’ipotetica serie televisiva che se ne potrebbe trarre hanno sintetizzato la seguente trama: (prima puntata) la componente di Francesco De Angelis (AreaDem), avanza la candidatura del leader alla segreteria dopo la spaccatura con parte della sua famiglia politica che esprime, attualmente, il segretario Fantini. De Angelis dice di pensarci ma dopo una settimana (seconda puntata) declina l’invito e annuncia, invece, l’accordo con “Parte da noi”, cioè il comitato ufficialmente al fianco della segretaria nazionale Elly Schlein. Dunque “AreaDem” e “Parte da noi” sostengono insieme la candidatura alla segreteria di Achille Migliorelli, un trentenne sconosciuto ai più, nipote omonimo di un noto esponente del PCI e sindaco di un paese dell’estremo sud della provincia nel secolo scorso. Migliorelli è assessore nel suo paese e ha dalla sua un’attività politica di primo piano nei meandri studenteschi dell’Università del Lazio Meridionale. Soprattutto ricalca le caratteristiche richieste dal gruppo della segretaria nazionale: è giovane, non impicciato nelle dinamiche del partito degli ultimi anni, non ha fatto accordi con la destra come invece ha fatto il PD del campo larghissimo voluto da De Angelis e che ora, dopo l’accordo, dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) non continuare su quella strada. LA RICANDIDATURA DI FANTINI E LA POLEMICA DEGLI “SCHLEIN” Nella terza puntata (siamo in attesa di una quarta) il fronte opposto, quello di “Rete Democratica”, la componente di Claudio Mancini e Sara Battisti che ne è la referente nella provincia di Frosinone, annuncia la ricandidatura alla segreteria dell’uscente Luca Fantini. L’accordo è con la componente di Antonio Pompeo, ex presidente della provincia e referente in sede locale di “Base Riformista”, la corrente che fa riferimento a livello nazionale a Lorenzo Guerini e Luca Lotti. In questa puntata si assiste anche a un siparietto, diciamo così, che vede alcuni sostenitori della Schlein ma non appartenenti alla componente ufficiale della segretaria nazionale “Parte da noi”, ufficializzare il loro appoggio a Fantini. La faccenda scaturisce nella sottolineatura, da parte di “Rete Democratica” del fatto che non tutti i sostenitori della Schlein portano Migliorelli al congresso, ci sarebbe dunque una spaccatura. Ne consegue l’immediata risposta di “Parte da noi” che tende a chiarire come si tratti di esponenti di “Rete Democratica” e, a loro dire, sostenitori della Schlein solo “a fasi alterne, a seconda delle convenienze”. Questa ultima questione, oltre a tutta la vicenda congressuale, lascia aperti diversi quesiti per coloro che, testardamente, vogliono continuare a vedere l’impegno nel territorio provinciale come qualcosa che abbia a che vedere con una visione politica e non solo come una gara tra contendenti. Dubbi e quesiti che lasciano prevedere un finale iterativo della saga, una sorta di coazione a ripetere non produttiva in termini di appeal presso l’elettorato: Pur comprendendo le ragioni di “Parte da noi” non dovrebbe essere di tutti gli iscritti a un partito il diritto di dirsi sostenitori del segretario nazionale del medesimo partito, ciò senza sentirsi sconfessati da coloro che sono i sostenitori della prima ora di quel segretario? Che differenza c’è tra le componenti e, a maggior ragione, che differenza c’è tra le coalizioni di componenti del Partito Democratico della provincia di Frosinone sotto il profilo del programma, della tradizione, dei riferimenti ideali? Un quesito inquietante se è vero, com’è vero, che non se ne rintraccia il filo da nessuna parte. Inoltre entrambe hanno al loro interno sia una componente di derivazione ex comunista di ispirazione socialista sia una di derivazione ex democristiana di ispirazione centrista e cattolica! La battaglia congressuale del PD ha assunto toni molto aspri. Hanno ragione coloro che prevedono un futuro, dopo l’elezione a maggioranza del prossimo segretario, da separati in casa?
Condividi questo articolo
Nessun commento