Dopo la consigliera regionale Eleonora Mattia (leggi qui), anche la Fp Cgil denuncia il malfunzionamento della piattaforma informatica che avrebbe dovuto consentire alle famiglie interessate, in questo caso, di accedere al bonus regionale per gli asili nido.
Dalla Fp Cgil, infatti, denunciano il “crash del sistema informatico per il bonus regionale nido: leso il diritto di bambini e bambine e quello dei genitori”. Maria Carmen Falstaffi, segretaria della FP CGIL di Frosinone e Latina, spiega: “Poche ore che condizioneranno la vita di centinaia di bambini e bambine e dei loro genitori, tutori e famigliari. Martedì 26 novembre, alle ore 15, si è aperta la possibilità di effettuare la domanda per il bonus regionale Efamily, che corrisponde al valore della retta mensile per l’asilo nido. Già dall’apertura il sistema risultava completamente bloccato e in poche ore i fondi erano terminati. Una grave situazione che non può essere rilegata a mero problema tecnico, ma che è frutto di determinate scelte politiche della Giunta Regionale guidata dal Presidente Rocca: fino all’anno scorso i fondi ammontavano a 11millioni di euro, quest’anno sono stati tagliati a poco meno di 5millioni”. “Come sindacato – continua la Segretaria – stiamo raccogliendo la testimonianza di centinai di famiglie disperate, che contavano su quei soldi per garantire ai propri figli una prima scolarizzazione e per conciliare la loro vita lavorativa. La scelta economica dell’Amministrazione Rocca, il ritardo nell’apertura della domanda e la malagestione della piattaforma informatica hanno gravemente leso di diritti fondamentali. In primis quelli di centinai di bambini che per ragioni economiche non potranno frequentare gli asili nido. Gli asili non sono solo un grande e potente strumento di welfare per le famiglie, ma sono luoghi fondamentali per lo sviluppo cognitivo, linguistico, psicomotorio e di apprendimento per le bambine e bambini.” “Questa maggioranza regionale, così la sua omologa nazionale, mentre proclama la centralità della genitorialità, della natalità, del sostegno alla famiglia tradizionale, nella sua azione di governo mina le condizioni materiali, le protezioni sociali, come il fondo Efamily, che garantiscono fattivamente la possibilità di avere genitorialità libere e piene. Scelte politiche che pesano e peseranno principalmente sulle madri-lavoratrici”. “Da dirigente sindacale – conclude Falstaffi – e da madre e lavoratrice colpita da questi vergognosi tagli e dalla malagestione del sistema informatico, esprimo solidarietà a tutte le famiglie colpite e prometto che come Sindacato porteremo avanti una dura battaglia, perché i nostri diritti e quelli delle nostre figlie e dei nostri figli non possono essere più messi in discussione da nessuna logica economica”.
