Aveva accusato un vicino di casa di 35 anni, residente in uno stabile di Frosinone, di averla picchiata e rapinata. Ma nei giorni scorsi il giudice non ha creduto attendibile la sua versione dei fatti ed ha assolto l’uomo per non aver commesso il fatto.
A seguito di indagini avviate dall’avvocato difensore Giuseppe Lo Vecchio che si è avvalso di una società investigativa altamente qualificata, è emerso che la signora che aveva additato il suo assistito come difensore sarebbe una accumulatrice seriale. Impossibile dunque credere che il 35enne avesse potuto rovistare nella sua camera da letto e trafugare 1000 euro. A questo da aggiungere che sarebbe caduta più volte in contraddizione. A cominciare dal giubbotto che indossava il giorno in cui era stata aggredita. La donna aveva detto che l’uomo indossava un giubbotto nero e che era intriso del suo sangue. Invece quando hanno fermato il 35enne indossava un maglione a righe bianco e blu . Nel corso della perquisizione domiciliare non sono state trovate tracce di quella presunta rapina. Per la cronaca va detto che l’uomo rischiava fino a sei anni e mezzo di carcere. Grazie al suo avvocato di fiducia il suo incubo è finito dopo nove mesi. Tanto è durata la detenzione domiciliare con braccialetto elettronico. Mar. Ming
