(di Cesidio Vano) È stata pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio la delibera di Giunta regionale con cui vengono assegnati i fondi “per la messa in sicurezza delle infrastrutture viarie e per la rigenerazione urbana”.
Si tratta del provvedimento al centro della polemica politica scoppiata dopo che il contenuto dell’atto, ancora da approvare e ignorato anche dagli stessi assessori che dovevano votarlo (leggi qui), è stato anticipato da un post facebook della monticiana ed ex consigliera comunale di Monte, Lorella Biordi, in strettissimi rapporti con l’assessore regionale al Bilancio Giancarlo Righini. Un voler anticipare i tempi, che ha sollevato un polverone in Regione, dove le opposizioni hanno chiesto chiarezza sull’operato della giunta Rocca e sulla trasparenza nell’adozione di atti e assegnazioni di benefici economici: come faceva la Biordi a sapere quello che ancora gli stessi assessori ignoravano? L’ex consigliera, però, sarebbe stata costretta a ‘scoprire le carte’ per via di quanto era accaduto in giunta comunale a Monte, al momento di approvare la delibera di richiesta di quel contributo. In sostanza, quando s’era capito che la Regione avrebbe scucito 400.000 euro per sistemare 4 strade di gradimento della Biordi, tra assessori e consiglieri comunali di maggioranza si è sgomitato per cercare di inserire nell’atto di istanza qualche altra strada, così da poter vantare anche un proprio, magari piccolo, merito nella vicenda e ingraziarsi una fetta (o meglio una strada) d’elettorato. Ed infatti, la delibera comunale (che è del 16 ottobre scorso) indica, come possibili opere da finanziare per il rifacimento, ben 6 strade: Via Carpinello; Via Colle Aruccia; Via Mendrella-Laoria; Via Campangoni; Via Fraduemonti e Via Porrino. Capito che qualcuno poteva ‘scipparle’ il merito dell’operazione – sicuramente pensata a vantaggio di tutta la popolazione – o comunque approfittarsene per propri fini politici, la Biordi ha pubblicato il famoso post dello scandalo: in cui ha annunciato che la Giunta regionale avrebbe finanziato sì le strade ma precisamente 4: via Carpinello, via Colle Aruccia, Via Campangoni e via Mendrella, per 400.000 euro. Come poi puntualmente avvenuto. Un raro caso di preveggenza, visto che il post è del 22 ottobre e la delibera di giunta regionale (pubblicata oggi) viene esaminata e approvata solo il 24 ottobre (ovvero 2 giorni dopo), tra l’altro ‘fuori sacco’ cioè portata in giunta al di fuori dell’ordine del giorno, come cosa urgente e non rinviabile, quindi fino a quel momento ignota (quasi) a tutti. Inoltre, restano i tempi tra richiesta del comune (16 ottobre) e delibera di giunta regionale (24 ottobre) per capire che un accordo tra le parti – al di là di ogni smentita fatta alla stampa dal sindaco – doveva esserci eccome. Proprio queste dinamiche hanno spinto, a sua volta, la minoranza di Monte San Giovanni Campano a chiedere spiegazioni al sindaco, Emilio Cinelli (leggi qui). Il gruppo Monte nel cuore, infatti, ha chiesto al primo cittadino di chiarire se “queste scelte sono state condivise all’interno dell’intera maggioranza; chiediamo di conoscere se le scelte, anche sulle richieste di finanziamento, provengono dall’amministrazione comunale oppure, come sembrerebbe, da soggetti esterni al comune” pretendendo che “il buon nome del nostro territorio venga tutelato”.
